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La lunga notte dell’arte di San Gimignano. Dal tramonto all’alba torna il mini-festival “Nottilucente”. Ce ne parla Carolina Taddei

di - 27 Giugno 2013
Aveva debuttato lo scorso anno “Nottilucente”, la prima notte bianca dell’arte a San Gimignano. Un programma multiforme di eventi, dalle 17 alle 5 del mattino, che sabato si replicherà nella cittadina toscana, concatenando azioni, mostre, visioni e “condivisioni” del pubblico, che per una notte di mezza estate potrà abbracciare anche un nuovo modo di vivere il tessuto urbano. Ma stavolta, invece di raccontarvi brevemente cosa succederà, abbiamo scelto di lasciare la parola a Carolina Taddei, dell’Associazione “Culture Attive”, che ci spiega in questo breve focus i come, e i perché, di 12 ore no stop di arte nel bel borgo senese.
Nottilucente è alla sua seconda edizione, ma ci racconta com’è nata l’idea di creare questa breve rassegna a San Gimignano?
«Nottilucente è prima di tutto un miraggio, letteralmente una nube dai riflessi colorati e luminosi che a volte appare d’estate poco dopo il tramonto.
Abbiamo scelto questo nome evocativo come titolo  di una festa che potesse coinvolgere un ampio e diversificato pubblico attraverso l’arte, la musica la parola e il teatro. Nottilucente è infatti il frutto della collaborazione fra tutte le associazioni locali e contenitore e vetrina degli esiti dei laboratori, dei seminari e degli incontri che si sono tenuti durante l’anno.
L’idea è quella di riappropriarsi della bellezza del borgo e delle sue potenzialità restituendola agli abitanti che si sentono defraudati dai loro luoghi da un turismo a volte ingombrante: abbiamo allora pensato che il modo più bello fosse quello di far attraversare il borgo dall’azione rivoluzionaria e trasfigurante dell’arte chiedendo agli artisti di “arrischiarsi” in piazza e ai cittadini di essere meno prevenuti nei confronti dell’arte così detta di ricerca.
La piazza è anche il tema portante di questa edizione, piazza intesa come luogo d’incontro, di condivisione, spazio in cui è ancora possibile dialogare in libertà partecipando a una vita collettiva, sentendosi insomma una comunità».
Da quali “attori” è composto l’evento? Come dialogano le diverse realtà sul territorio nel corso della notte dell’arte?
«Nottilucente coniuga nomi di artisti di fama nazionale e internazionale con quelli del territorio, invita la cultura a scendere in piazza e la piazza ad essere attraversata dalla cultura. Per questo motivo abbiamo chiesto alla storica compagnia americana dei Bread and Puppet di raggiungerci proprio nel  cinquantennale dalla fondazione e  gli artisti non solo hanno accolto il nostro invito ma proprio in questi giorni che precedono Nottilucente stanno conducendo un laboratorio al Siena Art Institute finalizzato alla creazione dei famosi e bellissimi pupazzi di cartapesta che il 29 sfileranno lungo le vie di San Gimignano. Parata che si fermerà nella bella e imponente Piazza Duomo, palcoscenico di un vero e proprio spettacolo in cui a partecipare sono stati invitati gli stessi abitanti di San Gimignano. Abitanti che sono chiamati ad “aderire” a Nottilucente, attraverso un contributo creativo, economico e affettivo. Le associazioni locali, gli esercenti, i cittadini i bambini e le bambine hanno partecipato alla “trama” di questo racconto, di questo viaggio lungo una notte. Gli esercenti hanno contributo economicamente sostenendo il progetto attraverso eppela, i cittadini con l’entusiasmo e la condivisione dei luoghi e delle professionalità, i bambini, le bambine e i nonni con i loro sogni, le loro utopie filtrate e accompagnate dal filosofo Luca Mori dell’Università di Pisa».
Ci racconta quello che si potrà vedere dalle 17 alle 5 del mattino di sabato?
«Come avrà capito sono tantissimi gli appuntamenti, tutti ad ingresso libero, e oltre allo spettacolo/parata dei Bread and Puppet, s’inaugurerà la mostra di arte contemporanea dal titolo “UN LUOGO APERTO” con le opere di Francesca Banchelli, Gianfranco Baruchello, Michele Bazzana, Bread&Puppet, Lorenzo Cianchi, Emma Ciceri, Tacita Dean, Serena Fineschi, Regina José Galindo, Mario Giacomelli, Love Difference/Fondazione Pistoletto, Marco Andrea Magni, Pascale Marthine Tayou, Giovanni Ozzola, Adrian Paci, Maria Pecchioli, Giacomo Ricci, Massimo Ricciardo, Ufo, Nari Ward. Il titolo scelto per la mostra rimanda alla Costituzione Italiana quando si parla del diritto dei cittadini a riunirsi pacificamente e senza armi. Abbiamo scelto queste parole per riflettere sulla piazza intesa come luogo di incontro e conflitto fra le persone, come arena dell’espressione del pieno diritto di cittadinanza, ma nello stesso tempo del rischio della perdita d’identità e dell’omologazione.
A Nottilucente c’è spazio anche per la letteratura, sarà infatti presentato nel loggiato del teatro il romanzo “In territorio nemico” del collettivo SIC, una nuova epica della Resistenza, un’epopea corale resa possibile dal lavoro di oltre cento scrittori e ispirata alle testimonianze di chi la guerra l’ha vissuta e non ha cessato di raccontarla. In un altro loggiato ospiteremo il suggestivo progetto di Love difference dal titolo “CARE. Rammendi creativi per relazioni preziose” artiste rammendatrici si occuperanno di ridonare una nuova vita a un abito usurato, ascoltando il suo racconto, la storia che lo permea. Accanto a queste donne che si prendono cura dei nostri vestiti ecco che appare anche un piccolo igloo in cui la poetessa Francesca Genti accoglierà -nella strana intimità di questa casetta – gli spettatori leggendogli una poesia ad personam come fosse un segreto sussurrato nelle orecchie. Ancora azioni delicate e poetiche saranno quelle proposte da Roberto Abbiati e Lucia Baldini artisti che racconteranno Nottilucente e San Gimginano attraverso le “Guide per perdersi”, tavolini che diventano tavolozze di colori per rimappare creativamente il borgo. Altra caratteristica di Nottilucente è il suo salotto, uno spazio privato prestato alla collettività in cui dalle 19 in Piazza delle Erbe gli artisti, gli abitanti, gli ospiti di Nottilucente converseranno su sedute realizzate da Claudio Maccari con materiale ecosostenibile dell’azienda carton factory. Ancora incursioni di teatro e di trasformismo con “Visitors” di Paola Stella Minni e Cristina Addis, frutto di una residenza fatta a San Gimignano,un tentativo di dar vita a figure polifoniche a partire da un dialogo gestuale ritmico vocale e fisiognomico con alcune icone/idoli pop. Oltre a tutto questo ci saranno musei aperti, visite guidate, concerti di musica classica e popolare e il concerto “Egocentrifugo Tour” del cantautore fiorentino Tenedle che si esibirà all’interno del palinsesto del Punto Mobile di SienaCapitale. Non mancherà la musica rapper del bel progetto Lo StRAPpo di Zatarra e i suoi oltre 40 ragazzi di Siena e per finire l’atteso concerto dei Marlene Kuntz in una inedita formazione a quattro.
Insomma, con questo festival abbiamo provato ad imitare il movimento e la magia di un caleidoscopio, dando spazio a tutte quelle realtà ed espressioni artistiche che di solito è difficile che si possano incontrare».

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