17 aprile 2013

La “modernità” chiama? New York distrugge. A Park Avenue scompare uno showroom di Frank Lloyd Wright, demolito tra il silenzio generale

 

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Frank Lloyd Wright, il disegno per l'Hoffman Show Room. courtesy the Frank Lloyd Wright Foundation
Solo qualche giorno fa vi avevamo annunciato le folli intenzioni del MoMA: dopo l’acquisto del confinante Folk Museum, che con un debito di 32 milioni di dollari sul groppone si sposterà a Lincoln Square, il più “egocentrico” museo degli Stati Uniti ha deciso che sacrificherà la facciata di Tod Williams e Billie Tsien  per omologarla alle vetrate della struttura capitanata da Glenn Lowry.
Oggi dalla Grande Mela arriva la notizia che lo showroom per automobili Hoffman, uno dei primi a importare auto dall’Europa negli Stati Uniti, comprese Porsche, BMW, Jaguar e Mercedes, aveva commissionato l’edificio a Wright nel 1955, proprio per vendere Jaguar. Una struttura che, con la sua rampa a spirale, era l’anticamera di quello che sarebbe stato il Guggenheim. Che rimane ora, insieme alla Cass House di Staten Island, l’unico esempio di commissione architettonico al grande progettista sul territorio newyorkese. 
L’autosalone, con un contratto di locazione alla Mercedes fino all’anno scorso, dal 1957, era stato venduto all’immobiliare Midwood Investment & Management, che ha chiesto un permesso di demolizione al Dipartimento di Costruzioni della città lo scorso 28 marzo, approvato lo stesso giorno. E in sei giorni tutto è stato tirato giù. Uno spazio che, i demolitori si sono apprestati a dire, non aveva i crismi delle costruzioni del grande architetto. «È una tragedia nazionale, Frank Lloyd Wright è forse il più grande architetto americano e sicuramente più famoso del nostro Paese. Anche data una questione del significato individuale dello showroom all’interno dell’opera esistente di Wright, non avrebbe dovuto essere casualmente demolito, ma piuttosto studiato e discusso» ha dichiarato Simeone Bankoff, direttore dell’Historical District Council.  
Rivestito interamente di specchi nel 1982, lo showroom era diventato, nel 2002, più metallico e moderno, alterato nell’architettura originaria con una serie di vetrate. La piattaforma girevole degli anni ’50 era già defunta da tempo eppure, quell’edificio oscuro molto spesso anche tra gli appassionati di architettura, era pur sempre di Frank Lloyd Wright. 
Un altro assassinio dovuto al potere delle lobby politiche del settore immobiliare, mentre la Commissione Monumenti della città ha bisogno di essere rafforzata e di avere più potere, anche se per ora l’orizzonte di una riforma duratura delle questioni sembra parecchio lontano. Cosa nascerà ora su Park Avenue incrocio con 56th? Una banca della TD. 

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