Il
museo Maillol riapre dopo un anno di inattività e cambia faccia: d’ora in avanti, infatti, accoglierà mostre d’arte moderna e contemporanea. A inaugurare la nuova vita dell’istituzione parigina è stato l’artista franco-svizzero
Ben (Napoli, 1935) che ha riempito gli oltri 3metri quadrati del museo con 200 opere che ripercorrono i 50 anni della sua densa attività artistica. Il museo Maillol, nato nel 1995 per volere di Dina Vierny (Moldavia 1919 – Parigi 2009), modella e musa dello scultore Aristide Maillol (Banyuls-sur-Mer, 1861-1944) ha ospitato diverse mostre d’arte di rilievo, organizzate dal 2009 dalla società Tecniarte di Patrizia Nitti. La società proprio l’anno passato, nel ventesimo anniversario del museo, sito nel settimo arrondissement di Parigi, è stata messa sotto liquidazione giudiziaria facendolo chiudere, fino alla riapertura, grazie alla partnership tra la Fondazione Dina Vierny e Culturespaces.
“Tout est art?” è il titolo della mostra di Ben, pseudonimo di Benjamin Vautier, curata dall’artista stesso per quanto riguarda la parte contemporanea in cui propone un caleidoscopio di opere recenti, mentre la sezione storica è curata da Andres Pardey, vice-direttore del Museo Tinguely di Basilea, dove la mostra è stata presentata l’anno scorso. La mostra, ricca comunque di opere inedite e create in situ, ripercorre le tappe maggiori della creazione di questo artista che fa del dubbio il fulcro della sua filosofia e della sua creazione artistica. L’esposizione, che riunisce alcune tra le opere più importanti, presenta tra l’altro “le scritture”, dove Ben attraverso semplici frasi o singole parole, trascritte in corsivo, provoca o suscita riflessioni sull’attualità, sul senso dell’arte.
Ricordiamo brevemente che Ben ha fatto parte del movimento Fluxus a Nizza, ed è stato tra i primi a portare l’arte in strada, nel 1959. Tra le performance Guardare il cielo del 1963, dove l’artista restava immobile a fissare semplicemente il cielo davanti al suo negozio di Nizza, luogo artistico dinamico che fra l’altro ha accolto colleghi come César e Arman. La mostra, da non perdere, è aperta fino al 15 gennaio. (Livia de Leoni)