“È più una nuvola che un edificio”, ha dichiarato soddisfatto Bernard Arnault, presentando alla stampa il modello della futura Fondation Louis Vuitton pour la Création, disegnata da Frank O. Gehry, che per l’occasione abbandonerà il metallo a favore del vetro. Ci eravamo lasciati con un appuntamento, ed eccoci puntuali con le ultime sulla nuova grande impresa del patron del lusso mondiale, dopo la conferenza di presentazione tenutasi a Parigi. Una nuova multiforme “cattedrale” dell’archistar americana, una specie di immensa serra di 2.400 mq che accoglierà la grande hall, un auditorium, un centro documentazione e le sale d’esposizione. E che dovrebbe sorgere tra il 2007 ed il 2010 lungo l’avenue du Mahatma-Gandhi, nell’area del vecchio bowling del Jardin d’Acclimatation, al parigino Bois de Boulogne, con una spesa stimata di circa cento milioni di euro. Poco è trapelato per ora – ma non si poteva pretendere molto – circa la struttura e l’impostazione della fondazione ed i programmi. Ci saranno due o tre esposizioni temporanee all’anno, ha dichiarato lo stesso Arnault, ed una collezione permanente con opere, fra gli altri, di Pablo Picasso, Jean Dubuffet, Marc Rothko, Damien Hirst, Richard Serra, Matthew Barney, Takashi Murakami, Ange Leccia, Chris Burden. Con una forte vocazione all’arte contemporanea, che tuttavia, come dichiarato a Le Monde da Jean-Paul Claverie, responsabile dei progetti no profit di LVMH, “non ci proibisce di tenere conto delle connessioni storiche dell’arte del XXI secolo, di gettare cioè ponti con tutte le epoche, tutte le culture e tutto il pubblico”.
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