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“La pelle scorticata” di un’Italia che sempre si rialza. Emilio Isgrò chiude il cerchio delle sue mostre milanesi, con una performance da M77

di - 5 Ottobre 2016
La prima volta fu in scena nel maggio 2014 al Teatro Metastasio di Prato, come parte del progetto “Maledetti toscani, benedetti italiani, cancellazione in tre tempi”, realizzato dal Pecci, da Palazzo Pretorio e dal Teatro.
Oggi Prato torna “di moda” nelle cronache dell’arte, proprio grazie alla riapertura del Pecci, e rivive anche nell’atto che Emilio Isgrò recita a Milano – in due serate esclusive – alla galleria M77.
La pelle scorticata, titolo della breve piéce nata in occasione della mostra “Ritratti incancellabili” che esponeva undici profili cancellati di illustri toscani tra cui Malaparte, Dante, Giotto, Lorenzo il Magnifico, Leonardo e Michelangelo, ripercorre a Milano – tra proiezioni di api, trasportate dal vento – e il fondo blu del mare di Lipari, tre momenti della storia di Malaparte, l’autentico “Maledetto Toscano”, al confino sull’isola siciliana dal 1933, quando fu accusato di aver tradito il regime fascista con il quale si era schierato, e che poi criticherà, convertendosi anche alla religione cattolica.
Isgrò, interprete dell’intellettuale, intervallato da tre bravi e giovani attori che incalzano con le questioni legate alla sua vita e alle sue scelte, confonde la lingua l’italiano e il siciliano, ribaltando luoghi e tempi, in una narrazione onirica,  immaginando di essere Ulisse alla corte di Eolo, il mitico re dei venti che gli dà in sposa una figlia. E sbeffeggiato, nella realtà, da chi invece è rimasto a lottare contro la dittatura, all’orrendo quotidiano del ventennio, prima dell’ascesa nazista.
Volevo essere Ulisse e Cristo insieme: capace di nascondermi tra i poveri e gli oppressi, lisciando nel contempo la pelliccia ai potenti. E questo mimetismo m’ha distrutto”, recita Isgò, che come Ulisse sogna di essere riportato a casa, chiedendo a Eolo un otre pieno di venti che possano permettergli di solcare il mare verso la Toscana. Ma l’otre viene aperto dai compagni di viaggio e i venti, come spaccando il vaso di Pandora, si disperdono nell’aria, facendo naufragare il compagno, confuso. Dai “venti di destra e venti di sinistra; fascisti e antifascisti; tirannici e libertari; zèfiro e libeccio; scirocco e tramontano; da non aprire mai con una sola mano…”.
E invece l’Italia sprofonda nel sonno delle coscienze, in uno spettacolo malinconico ma non senza speranza, “Perché l’Italia così magra certamente si rimetterà”; poetico e lirico e allo stesso tempo di non facile decifrazione, che si potrà scoprire in una proiezione, insieme al “Ritratto Incancellabile” cancellato di Lorenzo Il Magnifico, in via Mecenate 77, fino al 3 dicembre.

La pelle scorticata. Foto: Lorenzo Palmieri

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