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Il collettivo che ha innescato il meccanismo è spagnolo, e si chiama Luzinterruptus. Il luogo in cui si è svolta l’azione è la Svizzera, più precisamente a Winthertur, piccolo centro non distante da Zurigo, che però ha il suo piccolo museo d’arte, Gewerbemuseum. Che in occasione della mostra “Oh, Plastiksacki”, a cura di Ida-Marie Corell e Susanna Kumschick, ha accettato il progetto del gruppo. Di cosa si tratta? Qualche mese fa, il collettivo, ha chiesto agli abitanti del paese, di portare sacchi di plastica ad uso commerciale al museo, in cambio di biglietti gratuiti per visitare le mostre della piccola istituzione.
Un’iniziativa che ha permesso di raccogliere oltre 5mila sacchetti, che sono serviti a creare l’installazione: riempiti con aria compressa, i sacchetti sono diventati una montagna di immondizia, anzi due, che capeggiano davanti all’entrata in due container, ciascuno dotato di una luce, per formare una montagna color arcobaleno di plastica.
“L’immondizia di guardia al museo”, questo il titolo dell’installazione, è nata come una riflessione sull’importanza dei concetti di consumo e della realtà dei sacchetti di plastica e sui problemi relativi all’ambiente, quando non sono utilizzati o smaltiti correttamente. Una modalità “sociale” nella verde Svizzera, che non ha tralasciato la dimensione “pubblica” del rapporto con l’arte.














simpatica e lodevole installazione e iniziativa, ma non si fa solo nella ricca e premurosa svizzera…
http://interpretazioniperunasporta.tumblr.com/
“piccoli” che crescono bene.