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La Procura di Napoli conferma la presenza di rifiuti nell’area della stazione di Zaha Hadid

di - 22 Luglio 2017
A due mesi dall’inaugurazione, continuano a essere scoperti lati nascosti della Stazione Ferroviaria di Afragola. La questione più importante è venuta alla luce nelle ultime settimane: la grande opera architettonica che ha trovato spazio nel territorio campano sarebbe stata costruita su terreni non bonificati, nel sottosuolo potrebbero essere stati nascosti rifiuti nocivi. Secondo la Procura di Napoli, è possibile passare con sicurezza dal condizionale all’indicativo, poiché negli ultimi giorni il parcheggio della stazione è stato sequestrato durante un blitz di carabinieri. Si tratta di un’area di 15mila metri quadri, uno spazio enorme, aperto sul lato ovest della stazione firmata Zaha Hadid. Ciliegina sulla torta, i controlli hanno portato allo scoperto vari operai del cantiere pagati a nero.
Dopo 14 anni di lavori di costruzione e 60 milioni già spesi, ne restano altri 30 da investire già previsti dal budget iniziale. La stazione funzionerà a pieno regime, con tutte le tratte promesse, solo nel 2022 e attualmente sono 18 le coppie di treni ad alta velocità che già vi transitano. Cosa fare nel frattempo? È lecito porsi una domanda: tutte queste novità e provvedimenti c’entrano davvero qualcosa con l’intenzione alla base dell’inserimento del progetto della Hadid ad Afragola? Certo, l’impossibilità di parcheggiare alla stazione ne rende eufemisticamente più difficile la fruizione. Eppure, la stazione di Afragola è stata considerata soprattutto come monumento e non come un luogo dove poter prendere mezzi di trasporto. Che ci siano i treni o meno, la stazione ferroviaria si pone come opera d’arte, ci si va soprattutto per vederla, in virtù di una firma. Dal punto di vista architettonico, il territorio fa sì che nell’edificio venga meno i termini di funzionalità. Dal punto di vista artistico, ciò che accade è il passaggio dall’architettura a un’immensa scultura da attraversare. Nulla che rovini le foto scattate come prova di esserci stati. Per spostarsi da un luogo all’altro si può sempre fare affidamento ai cari, vecchi mezzi di trasporto. (Ambra Benvenuto)

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