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La sovversione del respiro. Si apre il sipario sulla 12ma Biennale di Danza di Venezia

di - 18 Giugno 2018
La Biennale Danza è l’ultima sessione introdotta nella rassegna veneziana in seguito alla disposizione del 1998 come settore autonomo e indipendente dalla Biennale Arte. Nasce, dunque, nel 1999, diretta per il quadriennio 1999-2002 da Carolyn Carlson. Dal 2017 è diretta da Marie Chouinard e questa 12ma edizione è intitolata “Respirare: una strategia, una sovversione”, sottolineando le dinamiche e gli sviluppi della figura del coreografo nel contemporaneo. La kermesse aprirà il 22 giugno con la consegna del Leone d’Oro alla carriera alla danzatrice e coreografa americana Meg Stuart. Il Leone d’Argento è stato invece assegnato alla danzatrice e coreografa capoverdiana Marlene Monteiro Freitas.
Anche quest’anno, molti i nomi internazionali. Deborah Hay, antesignana della “controcultura” americana, i danzatori del Cullbergbaletten, massima espressione del balletto moderno, il flamenco contemporaneo di Israel Galván, i concerti-coreografici di Frédérick Gravel, Jacques Poulin-Denis, Xavier Le Roy, fra i pionieri dell’anti-coreografia, Mette Ingvartsen, autrice di una “coreografia espansa” fino al punto estremo dell’immaterialità, le due italiane Francesca Foscarini e Irina Baldini, in cui la sfera percettiva prevale sulla virtù tecnica.
Anche il lavoro di Faye Driscoll si articola in questa direzione: già Bessie Award e Doris Duke Artist Award, per la prima volta in Italia con Thank you for Coming: Attendance, capitolo primo di una serie di lavori “fatti per e con il pubblico”, Driscoll pensa alla danza come una esperienza sociale. A vent’anni dall’antologica delle sue prime creazioni, Les Solos 1978-1998, presentata anche alla Biennale nel 1999, la direttrice Chouinard presenta in prima mondiale Solos et duos, opera retrospettiva di circa trenta assoli e duetti, brevi forme che si inscrivono in un lungo processo creativo.
La trasmissione del repertorio contemporaneo, l’analisi delle tecniche coreografiche, che mette a fuoco ogni anno un metodo specifico (nel 2017, Forsythe, quest’anno la stessa Chouinard), l’interpretazione e l’elaborazione personale, sono oggetto delle attività di Biennale College, destinate a giovani danzatori e coreografi con l’obiettivo di promuovere nuovi talenti offrendo loro di operare a contatto di maestri per la messa a punto di creazioni. I 15 danzatori selezionati quest’anno, di età compresa dai 18 ai 23 anni e provenienti da tutto il mondo, al termine di tre mesi che integrano training e interpretazione, sono i protagonisti dei 24 Préludes de Chopin, di Marie Chouinard, e di una nuova creazione di Daina Ashbee, in presentazione al pubblico il 29 giugno. (Giulia Alonzo)

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