A La Spezia verrà presentata alla critica e al pubblico l’iniziativa “San Giorgio e il drago”, un’installazione con tre lavatrici della fabbrica spezzina che rischia di perdere il marchio San Giorgio, mettendo così a rischio il lavoro delle maestranze.
Si tratta di un’opera collettiva allestita dagli artisti del Circolo culturale “Il Gabbiano”, in accordo con i sindacati CGIL, CISL, UIL e FIOM, e con il patrocinio del Comune e della Provincia della Spezia, per sensibilizzare il pubblico a sostegno dei lavoratori della fabbrica.
L’iniziativa parte dunque dal Circolo “Il Gabbiano”, tradizionalmente impegnato nel dibattito culturale cittadino. Del resto gli artisti sono da sempre tra i primi promotori del dialogo, anche tra realtà diverse come quelle della fabbrica, della città e dell’arte. “San Giorgio e il drago” si pone anche come happening, come evento in sé provocatorio e dirompente, per scuotere anche chi non è coinvolto direttamente nella ventilata chiusura dello stabilimento che impiega oltre 300 lavoratori spezzini.
L’installazione “San Giorgio e il drago” consiste in un’operazione di deconte-stualizzazione di un oggetto di uso comune, la lavatrice prodotta dalla San Giorgio che viene quindi trasferita in uno spazio espositivo, la galleria, luogo deputato all’arte. Le lavatrici, tre in tutto, verranno innalzate, come si fa con le sculture, su alcuni piedistalli e diventeranno così opere d’arte, ready-made, come li ha chiamati, per primo, Marcel Duchamp . Sculture bianche –le tre lavatrici San Giorgio- su pareti bianche; sormontate da due frasi prese a prestito da celebri pensatori del Novecento, L. Wittgenstein e F. Nietsche , che costituiranno un ulteriore invito alla riflessione e allo scambio di opinioni tra i visitatori, gli operai della San Giorgio e le autorità cittadine.
Le due scritte sono:
“Tutto ciò che può essere detto si può dire chiaramente ”
L. Wittgenstein
“Perché noi si possa qui dar vita ai nostri pensieri ”
F. Nietsche
“San Giorgio e il drago” è un motivo iconografico ricorrente nella cultura figurativa occidentale, derivato dalla favola orientale del cavaliere che uccide il drago per liberare la principessa. Simbolo del Banco genovese dal Medioevo, si trova rappresentato un po’ in tutto il Levante: alla Spezia e Sarzana, è presente anche in alcuni portali marmorei.
Alla performance di venerdì, inoltre, sono stati invitati alcuni fotografi che rea-lizzeranno più reportage della serata; le immagini raccolte andranno successi-vamente in mostra nei locali della fabbrica San Giorgio, così da realizzare -anche fisicamente- uno scambio tra due realtà apparentemente lontane, la galleria d’arte e la fabbrica.
L’installazione presentata nella sola giornata di venerdì al “Gabbiano” non è –volutamente- firmata da un solo autore: è un’opera di tutti e soprattutto di chi vorrà partecipare all’incontro.
Nell'ambito di un rinnovamento dell'assetto della Guggenheim Foundation, Melissa Chiu è stata nominata direttrice del museo di New York: lascia…
Silvia Rosellina Cerioli La mia ricerca nasce dal desiderio di esplorare la materia come luogo di pensiero e di trasformazione.…
La casa d’aste si sposta nell’ex Cinema De Amicis e affida il dipartimento di Arte Moderna e Contemporanea a Jacopo…
La Fondazione Accorsi-Ometto di Torino presenta la mostra "Giovanni Antonio Bazzi detto il Sodoma. Alla conquista del Rinascimento", in programma…
Oltre cento opere ricostruiscono il percorso di Mario Schifano in una mostra dal taglio lineare. A seguire, una retrospettiva su…
Il caso dei mancati finanziamenti al documentario su Giulio Regeni apre degli interrogativi sul rapporto tra politica e cultura nella…