23 maggio 2013

La “Trinity” inizia al MAXXI. Una spettacolare “Galleria Vezzoli” in anteprima, stamattina al museo romano

 

di

Self portrait with Vera Lehndorff as Veruschka, stampa digitale su alluminio, 2001, cm 120x125, AGI Verona Collection

Spetta al MAXXI il compito di cominciare il progetto “The Trinity”, che porterà Francesco Vezzoli, nato nel 1971 a Brescia, anche al PS1 di New York e al MOCA di Los Angeles. Una collaborazione tra istituzioni che stamattina a Roma ha svelato in anteprima “Galleria Vezzoli”, curata da Anna Mattirolo. Una mostra splendida, dove in scena c’è quasi tutta la produzione dell’ormai ex efant prodige dell’arte italiana, cresciuto a Londra e negli States. Oltre novanta opere per raccontare una produzione che parte dai primi ricami del 1995, e che nella seconda galleria del museo mette in scena, attraverso una “Processione di Statue” raffiguranti una rivisitazione della Ebe del Canova, un percorso tra tutti i suoi video storici, dalla Trilogia dell’Amore a Caligola, dalla rivisitazione della Dolce Vita con Eva Mendez fino agli ultimi busti classicheggianti. In mostra anche il celebre profumo che non esiste Greed, le lacrime ricamate sui volti di vecchie glorie del pop italiano, la serie dei Surrealist con Liz Taylor e i tanti, tantissimi omaggi, che in qualche modo hanno coinvolto Bruce Nauman e Helmut Berger, Milva, Madonna e Lady Gaga. Unico assente? Democracy, presentato alla Biennale del 2007. Per il resto la promozione è davvero, per restare in tema hollywoodiano come piacerebbe anche allo stesso artista, da Oscar. 

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