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La voce della città. Alberto Garutti omaggia Milano e presenta la sua nuova opera permanente a Porta Nuova. In occasione dell’opening al PAC

di - 16 Novembre 2012
Di Alberto Garutti e della sua mostra al PAC di Milano “Didascalia”, che apre al pubblico domani, vi abbiamo raccontato nel lungo articolo apparso sul numero cartaceo 80 -settembre ottobre- di Exibart.
Stamattina però, oltre all’opening stampa al PAC, si è “scoperta” la nuova opera top secret che Alberto Garutti aveva annunciato, ma non svelato, nel nostro articolo: un’installazione permanente nella nuova piazza di Milano, quella di Porta Nuova, 2mila e 300 metri quadrati progettati da Cesar Pelli come “cortile” dei nuovi grattacieli di fronte alla stazione di Porta Garibaldi. 23 tubi in metallo cromato ottone si sviluppano in verticale su quattro livelli, dai piani del parcheggio a quelli superiori: attraverso ogni tubo è possibile, appoggiando l’orecchio sulla sua apertura, ascoltare suoni, rumori, parole provenienti dall’altro capo dello stesso posizionato in un altro punto dell’edificio. La didascalia? Non poteva che essere nel pieno stile del Maestro: Questi tubi collegano tra loro vari luoghi e spazi dell’edificio. Quest’opera è dedicata a chi passando di qui penserà alle voci e ai suoni della città.
«La mia opera per il progetto Porta Nuova Garibaldi prende forma proprio nel tentativo parallelo di entrare in relazione da un lato con l’architettura stessa che la accoglie, dall’altro con le persone che fruiranno quello spazio: cittadini, passanti, frequentatori casuali o quotidiani. L’opera, come un sistema venoso all’interno della struttura, trasporta i suoni della città e le parole dei cittadini. Il grande vuoto che così attraversa l’architettura diviene in questo modo un dispositivo di relazione e non di separazione, una cassa di risonanza e di propagazione. Il progetto genererà una sorta di gossip positivo, un passaparola infinito, metafora della forma stessa della città e del sistema dell’informazione contemporaneo» ha dichiarato l’artista. Milano insomma continua a crescere, forse lentamente, forse lasciando tempi troppo dilatati tra un “evento” e l’altro, ma Garutti di nuovo ci insegna a sentire addosso il respiro della città.

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