Prima retrospettiva italiana, al MaMBO, per il belga Marcel Broodthaers, artista difficilmente ascrivibile in correnti precise che nell’arco della breve carriera, sviluppatasi dal 1964 al 1976 (anno della sua morte) ha sconfinato dai territori del Nuovo Realismo fino all’Arte Concettuale. A cura della curatrice spagnola Gloria Moure, presenta una collezione di cinquanta lavori per analizzare in maniera completa l’opera di Broodthaers. Inoltre saranno visibili le nuove acquisizioni del museo.
Ricca anche la proposta di Villa delle Rose, dove è di scena l’occhio del collezionista di Manuel de Santander, appassionato di video arte e nuovi media che vive tra Boston e Washington DC, Co-Chair del comitato per la fotografia del Guggenheim di New York. “The eyes of collector” apre in occasione della White Night dell’arte Bolognese e presenta undici videoinstallazioni legate insieme dal fatto che sono quasi tutte performance non realizzate live con un pubblico, ma prodotte davanti all’occhio di una telecamera fissa che simula lo sguardo di uno spettatore non coinvolto, distante dagli eventi.
Una mostra che rivela come le immagini in movimento non abbiano bisogno di spiegazioni, in opere che ricercano l’assoluta semplicità e che vanno dalle produzioni di McCullom, Racamora e Tarry (unici due lavori non realizzati con camera fissa) ai video di Niklas Goldbach, William Lamson, Luigi Presicce, Maria José Arjona, Jesse Aron Green, Chrischa Venus Oswald e Hans Op de Beek.
Affinità elettive a Casa Morandi invece, dove all’opera pittorica del grande pittore bolognese, si accosta Alexandre Hollan in una rassegna monografica intitolata “Silences en couleurs” (fino al 5 febbraio 2012). E accanto alla mostra temporanea di Hollan, è possibile ammirare un nucleo di quattro capolavori, tre nature morte e un paesaggio, appartenenti alla collezione privata di Luciano Pavarotti e data in concessione al museo dalle figlie del tenore di Modena. (m.b.)