18 aprile 2013

L’aria che tira a Brussels? Una netta primavera. E mentre la fiera impazza, abbiamo chiesto proprio agli italiani di DROME di raccontarci com’è il “clima”

 

di

Emanuele Becheri, veduta della mostra presso il DROME project space, Bruxelles

L’anima nomade ed europea di DROME Magazine, come ogni anno, in occasione di Art Brussels, nella sua sede distaccata belga si anima di una mostra site specific, nell’intento di dare visibilità a nomi giovani e sempre più apprezzati nell’ambito dell’arte contemporanea italiana. L’esposizione, curata da Valentina Grandini e Gino Pisapia, in collaborazione con LUMI project, quest’anno vede protagonista degli spazi del loft di DROME Emanuele Becheri, con un progetto concepito durante la residenza londinese di Gasworks, dal titolo 32° Penton Place, Southwark, London SE173JT, 17 september 2010, per la prima volta visibile interamente. E mentre la fiera “brucia” di italianità e tanta milanesità, con Continua, Lia Rumma e Tucci Russo, Thomas Brambilla di Bergamo, Cardi, Brand New Gallery, Monica De Cardenas, Prometeo, Fluxia, SALES di Roma, A Palazzo di Brescia, Arte Studio Invernizzi, Umberto Di Marino da Napoli, la toscana Gentili e la bolognese P420, come vi avevamo annunciato, si svolgono in fiera anche una serie di talks che mirano a dimostrare “What is it that makes today’s belgium so different so appealing” -che cosa rende il Belgio, o meglio Brussels, così attrattiva oggi. Lo abbiamo chiesto anche a Rosanna Gangemi e Stefan Pollak, i co-direttori di DROME. Con uno sguardo alla mostra e uno al futuro.
Bruxelles, che aria tira?
«Una netta aria di Primavera. Malgrado tutto».
Emanuele Becheri porta in mostra un lavoro che è il risultato della sua residenza londinese di Gasworks. Anche qui un “incrocio” geografico dell’arte contemporanea, dove l’Italia sembra presente solo nella nazionalità d’origine, ma non come luogo di produzione…
«Non è del tutto vero. Siamo piuttosto in una dimensione di costante dislocamento. Difatti, se a Londra è avvenuto il ritrovamento casuale degli oggetti nel giardino della villetta dove è stato in residenza l’artista, è in Italia che, durante gli ultimi due anni, insieme ad altre ricerche e mostre, ha operato per fermare il processo di decomposizione degli artefatti, formalizzando l’insieme che ha poi trovato nel DROME project space il suo naturale, e temporaneo, approdo».
DROME è a Bruxelles, Roma e Parigi. Diteci la verità, avete mire di espansione anche verso altre zone? Magari verso Oriente?
«Sono Roma e Bruxelles l’attuale doppia anima di DROME che, a proposito di Oriente, duettano fra loro come il componimento poetico tipico del Giappone, il kami no ku – schimo no ku. E poi DROME, come vuole il suo nome, non smette di (corto)circuitare ad ogni latitudine».
Solo show Emanuele Becheri
32a Penton Place, Southwark, London SE173JT, 17 september 2010
DROME PROJECT SPACE
Rue Notre-Dame du Sommeil/Onze-Lieve-Vrouw Van Vaakstraat, 2 (secondo piano)
Bruxelles
dal 17 al 21 Aprile 2013, dalle 14.00 alle 18.00
Nocturne: Venerdì, 19 Aprile 2013, sino alle 22.00

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