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L’arte è un dono per tutti. La collezione di San Patrignano fa tappa a Milano

di - 15 Marzo 2018
È stata inaugurata oggi, 15 marzo, alla Triennale di Milano, la mostra “La Collezione di San Patrignano. WORK IN PROGRESS”, con una conferenza stampa alla quale hanno partecipato Letizia Moratti, cofondatrice della Fondazione di San Patrignano, Clarice Pecori Gilardi, coordinamento culturale della Fondazione San Patrignano, Luca Cipelletti, architetto, e Andrea Gnassi, sindaco di Rimini, tutti visibilmente orgogliosi di presentare l’esposizione, basata sull’idea per cui le opere d’arte rappresentano la patria culturale della città.
In mostra, opere di Mario Airò, Vanessa Beecroft, Roberto Coda Zabetta, Enzo Cucchi, Shilpa Gupta, Emilio Isgrò, Mimmo Paladino, Diego Perrone, Luca Pignatelli, Michelangelo Pistoletto, Domenico Bianchi, Flavio Favelli, Igor Mitoraj, Julian Schnabel, Elisa Sighicelli, Ettore Spalletti e molti altri. La collezione d’arte contemporanea sarà ospitata nel 2019 a Rimini, nei due palazzi medievali, Palazzo del Podestà e Palazzo dell’Arengo. Ma prima di essere esposta a Rimini, la mostra girerà l’Italia cominciando dalla Triennale di Milano, fino al 2 aprile, spostandosi poi al MAXXI a Roma e sarà sempre gratuita, richiamando la citazione di San Patrignano, «l’amore è dono».
La mostra è stata organizzata per il quarantesimo anno dalla fondazione della Comunità, avvenuta nel 1978, per azione di Vincenzo Muccioli. «Abbiamo cominciato a creare la collezione attraverso un primo nucleo di donazioni da parte di amici», ha detto Letizia Moratti, aprendo la conferenza, mentre sul tema della generosità è tornato anche Andrea Gnassi. Altro argomento sottolineato da tutti è l’importanza dei vari intrecci, portati in essere grazie alla mostra, dove si incrociano l’arte contemporanea e i palazzi medievali, le opere con il pubblico, gli artisti e i collezionisti con la società, rafforzando il rapporto tra l’arte e la comunità. Gilardi ha evidenziato invece la molteplicità dei linguaggi, un punto di vista alternativo rispetto a quello di Cipelletti, che ha parlato di una linea coerente lungo tutta l’esposizione.
Aprendosi all’arte contemporanea, San Patrignano segna un nuovo corso nelle sue molteplici attività, facendo del concetto del work in progress una leva per rinascita. Un concetto molto adatto anche per il contesto specifico della lotta alle tossicodipendenze. (Dobroslawa Nowak)

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