Categorie: Speednews

Le forme al limite, nelle sale del Museo Bilotti: Peter Kim a Roma

di - 6 Agosto 2018
«Quando vidi i suoi lavori mi catturò questo raffinatissimo segno così semplice e così lontano – se vogliamo – dalla tendenza dell’arte contemporanea, dai toni urlati e dallo shock che vuole creare a tutti i costi. Il suo è quasi un approccio inattuale. È come se attraverso questa metodica lentezza si arrivi ad una meditazione visiva attraverso la linea ripetuta. È come se volesse restituire profondità e respiro al lavoro pittorico ma anche all’immagine. Il soggetto ricorrente dei suoi lavori, il vaso, rimanda al tema della condivisione, del riparo e dell’abbondanza». Così ci ha detto Maria Giovanna Musso, sociologa e docente universitaria, curatrice della mostra di Peter Kim “Sull’orlo della forma”, in corso fino al 4 novembre, presso il Museo Carlo Bilotti di Roma.
Peter Kim è originario della Corea del Sud, si è formato in Asia e in Europa. Le sue opere sono state esposte in diversi musei e gallerie in Francia, Giappone, Hong Kong, Corea del Sud, Belgio, Messico, Serbia. Il suo lavoro si basa sul tema della memoria e sulla metodica interiorizzazione della pratica del segno. Un segno delicato che, fuori dai canoni di tempo e spazio, si intreccia creando una fitta ragnatela che, attraversando il passato, tiene impigliata la realtà. «Un lavoro così minuzioso fatto con linee sottili e ricurve che si inseguono e si intrecciano tra di loro creando le condizioni affinché una forma appaia e che si inglobi questo vuoto dentro il segno, dentro la forma, dentro ad un pieno. Ritrovo una componente mistica in questo tratto con la capacità di rilegare e di connettere la forma e il vuoto, il nulla e la presenza».
All’interno della mostra ci sono opere dove il segno, delicato e raffinato, si materializza in un groviglio intricato di fili che ci evocano, inevitabilmente, Maria Lai: «è incredibile come in due posti così diversi e così lontani del mondo ci siano artisti che si ispirano e che lavorano sulla stessa materia. Il rimando alla memoria che, in questo caso, passa attraverso l’utilizzo del filo – elemento che rappresentava simbolo e metafora in Maria Lai, come anche i capelli delle donne, esemplificativi per collegare la montagna alla comunità, per legare le persone tra loro- sviluppato da Peter Kim fa emergere il tema della relazione sociale. Essendo una sociologa questo tema mi sta particolarmente a cuore, ovviamente nella trasfigurazione artistica non c’è un ragionamento sociologico che tenga e non è sensato approfondire in maniera analitica questo elemento. Comunque, dal punto di vista dell’ispirazione e dell’evocazione, c’è questo rimando al legame tra le cose e gli esseri, tra gli esseri e le cose». (Valentina Muzi)
In home e in alto: photo credit Giacomo Nicita

Articoli recenti

  • Beni culturali

L’Ecce Homo di Antonello da Messina va in tour: L’Aquila prima tappa

Dopo l’acquisto per 14,9 milioni di dollari da parte dello Stato, l’Ecce Homo di Antonello da Messina sarà esposto in…

21 Febbraio 2026 10:18
  • Fotografia

Agli Scavi Scaligeri riapre il Centro di Fotografia: gli archivi di LIFE raccontano gli sport inverali

Gli Scavi Scaligeri tornano accessibili con un progetto inedito dagli archivi LIFE: un percorso con oltre cento immagini degli sport…

21 Febbraio 2026 9:30
  • Mostre

E se l’arte si aprisse all’imprevisto? La mostra “Inseguire l’inatteso” a Venezia

Fino al prossimo 3 marzo, SPARC*—Spazio Arte Contemporanea porta a Venezia le opere di Stefano Cescon, Damiano Colombi e Alberto…

21 Febbraio 2026 0:02
  • Arte antica

Caravaggio e il Seicento napoletano: la collezione De Vito arriva a Forte dei Marmi

A Forte dei Marmi arriva la Collezione De Vito: un itinerario cronologico e tematico nella pittura napoletana dopo Caravaggio, attraverso…

20 Febbraio 2026 16:48
  • Arte contemporanea

Una nuova narrazione per l’arte post-franchista, al Reina Sofía di Madrid

Il Museo Reina Sofía di Madrid presenta il nuovo allestimento della collezione d'arte contemporanea: 403 opere dal 1975 a oggi,…

20 Febbraio 2026 15:30
  • Personaggi

«Sono stato salvato dai miei fallimenti». William Kentridge si racconta

Voleva fare l'attore, non sapeva dipingere: i fallimenti che hanno fatto di William Kentridge uno degli artisti più rilevanti del…

20 Febbraio 2026 14:28