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La prima messa in onda, su BBC Radio 4, sarà il prossimo 22 aprile, quando Tracey Emin racconterà le sue intuizioni rispetto al dipinto di Vermeer Lady Writing a Letter with her Maid. Un quadro che descrive i primi prototipi di femminismo, nel quale il pittore «ha mostrato che le donne avevano pensieri individuali, spesso lontani dai loro mariti». Stiamo parlando di “Cultural Exchange”, nuovo format che mira a raccogliere qualcosa come 75 personaggi in totale, tra cui il regista Bernardo Bertolucci, il cantante Paul Weller e la scrittrice Jeanette Winterson, a rivelare le loro influenze culturali più preziose, in uno degli eventi broadcast legati all’arte, definito già dal Guardian, come il più esaustivo.
Un programma di riferimenti e ispirazioni, dove Weller ha citato l’album Odessey e Oracle degli Zombies, mentre la Winterson ha scelto di parlare della Bibbia di Re Giacomo, che viene spesso descritta come “la versione più influente del libro più influente del mondo”, mentre l’attore David Walliams ha scelto l’opera di Harold Pinter.
Bertolucci, invece, pare debba ancora scegliere il soggetto della sua dissertazione, mentre il romanziere Howard Jacobson supporterà un percorso a partire da Conoscenza carnale, film del 1971 di Mike Nichols.
Da quando il direttore Gwyneth Williams si è insediato, un anno fa, Radio 4 è diventata forse una delle migliori piattaforme per la cultura inglese: «Siamo stati tutti ispirati da un’opera d’arte, una poesia o un pezzo di musica o dalla scrittura, e alcuni convivono con noi tutta la nostra vita. Non vedo l’ora di passare quest’estate di scoperta, non vedo l’ora di sapere quali opere, e per quali motivi, hanno ispirato alcune delle nostre menti più creative» ha riportato il direttore. Già, perché secondo i programmi il programma, ci si perdoni il gioco di parole, andrà avanti fino al prossimo 30 luglio, con l’introduzione di ogni contributo con una pagina su misura sul sito della BBC: «Anche questo è un modo di aprire un archivio a Radio 4 in una modalità che non abbiamo mai fatto prima» ha spiegato Tim Prosser, produttore di Cultural Exchange.




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