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Le sfide di The Address. A Brescia, apre la nuova galleria dedicata all’arte emergente

di - 29 Marzo 2019
Da pochi mesi, una nuova galleria ha aperto i battenti a Brescia, in via Trieste, diretta e curata dal giovane Riccardo Angossini che, nella sua prima mostra collettiva, propone tre artisti stranieri, capaci di sofisticata concettualità e generosa pittura. Incontriamo il gallerista nel suo spazio appena inaugurato.
Perché questi tre “pittori”?
«Ho scelto insieme all’amico artista, pittore e designer Gino Bosa, a cui ho dedicato la prima mostra “The Portrait of Ciao Grande” a dicembre del 2018, il titolo della mostra, “Last night a brush saved my life”, e gli artisti esposti. La Germania ha sempre avuto un ruolo importante per quanto riguarda le avanguardie artistiche (Berlino e Colonia in primis) e credo che sia Sophie che Tom siano due artisti affascinanti e da scoprire.
Mi sono innamorato dei lavori di Sophie Reinhold (1981) qualche anno fa ad una mostra a Vienna. Credo che sia una donna di talento in grado di riflettere una pittura espressiva e gestuale e che abbia una creatività ed un’eleganza che non passano inosservate.
Tom Król (1991) è un mio coetaneo, ha voglia di fare e di sperimentare, ha qualità artistiche ed è molto bravo ad utilizzare l’acrilico, la lacca e la pittura ad olio. Mi piace come sviluppa queste abilità giungendo ad un linguaggio di immagini che riflettono la vita quotidiana ed elementi di tradizione illustrativa.
A Londra ho conosciuto l’artista coreana Sunyoung Hwang (1988), giovane ma con una grande forza istintiva che mira ad esplorare un certo tipo di pittura attraverso una stratificazione fisica e psicologica. Le sue pennellate lasciano intravedere una contaminazione di suggestioni orientali e di sovrapposizioni di colore nell’alternanza di pieni e vuoti in cui l’invisibile si rende visibile.
Perché questi e non altri dunque? Basta immergersi nello spazio espositivo per comprenderlo. Penso che si possa percepire un’energia vitale che mi permette di poter dire, con estrema sincerità (al contrario dei luoghi comuni), che la pittura sta vivendo un momento di grande intensità».
Quali sono le relazioni e le esperienze su cui far leva per richiamare artisti stranieri che rappresentano una novità nel panorama italiano?
«L’arte è relazione, condivisione, dialogo. Credo oggi sia di fondamentale importanza pensare in termini internazionali, senza mai tralasciare le proprie origini. Avere l’opportunità di lavorare con artisti internazionali significa arricchire i propri orizzonti e quelli del panorama bresciano e favorire uno scambio di idee e di concetti che possano stimolare l’interesse e l’attenzione collettivi: la galleria è nel centro storico di Brescia e le esperienze che ho maturato la renderanno approdo e catalizzatore di relazioni».
Quali sono le linee curatoriali che la galleria si propone?
«Ho iniziato a seguire una linea curatoriale che si arricchirà nel tempo e si rinnoverà ogni volta per mantenere freschezza ed entusiasmo e che segua un percorso sperimentale e dinamico. Ho avuto la fortuna di studiare alla NABA a Milano e di aver come direttore, professore ed amico un grande curatore come Marco Scotini, i cui consigli e suggerimenti preziosi mi aiutano nella mia attività quotidiana. Un rapporto di collaborazione con curatori emergenti ed altri più esperti saranno i requisiti necessari per la mia idea di galleria».
La galleria apre in un momento delicato per l’arte: quali sono le sfide, le prospettive, il motore?
«Credo che la nostra generazione abbia il dovere di impegnarsi nelle sfide che il mondo ci sta offrendo. Sarà un percorso pieno di insidie ma, essendo convinto che ciò che sto facendo sia uno dei lavori più interessanti e affascinanti del mondo, sarà anche dura che mi abbatta alle prime difficoltà. L’esperienza universitaria, curatoriale e le sinergie che produrranno collaborazioni reciproche saranno la chiave per intraprendere una strada in cui l’intento principale sarà di far crescere la galleria e con essa gli artisti che entreranno a farne parte». (Marco Ticozzi)

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