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Le statue calde di Alis/Filliol, Claudia Castellucci e Italo Zuffi. Al Museo Marini di Firenze la scultura diventa corpo e azione

di - 11 Dicembre 2013
Il corpo che diviene scultura, e la scultura che si fa corpo. C’è performatività, azione, plasticità e un po’ di Body Art nell’anticipo della mostra “Le Statue Calde. Pensiero – corpo – azione, 1945-2013” che debutterà al museo Marino Marini di Firenze il prossimo 18 gennaio, a cura di Simone Menegoi e Barbara Meneghel.
Il pretesto per un’anteprima decisamente in linea con il corpo caldo dell’arte è invece per la sera di Santa Lucia, quando nella nuova “puntata” del ciclo “Early One Morning” che Alberto Salvadori ha messo in scena pensando proprio alla scultura e alla sua interpretazione dagli anni ’60 a oggi, a far vivere l’arte saranno il duo Alis/Filliol, Claudia Castellucci e Italo Zuffi.
Ma vediamo nel dettaglio cosa di bollente ci sarà nella serata più lunga dell’anno a Firenze: se sarete fortunati l’azione di Italo Zuffi potrete vederla anche nello spazio urbano. L’artista infatti porterà al Museo due forme scultoree, piuttosto pesanti, che passeranno di mano in mano per le strade di Firenze, fino alla porta del Marino Marini, in una processione laica che sembra quasi un resoconto simbolico della fatica e del peso non tanto della scultura, quanto dell’arte in generale, e della sua funzione. Claudia Castellucci, artista più vicina al teatro, con la Socìetas Raffaello Sanzio, darà vita invece a una sorta di azione pubblica, dove saranno gli spettatori a fare “le statue”, assumendo le pose raffigurate in una serie di disegni proiettati, per dare vita ad una Celebrazione dei gesti quotidiani. A chiudere Alis/Filliol, che invece sul proprio “quotidiano” corpo realizzeranno in tempo reale una serie di calchi in lamierino metallico, prendendo come forma la loro testa, ricreando in tempo reale sia due sculture, sia due pelli svuotate lasciate da un corpo, scomparso. Un bell’incipit che rivela una parte di quella che sarà una costellazione di una trentina di opere che contano pezzi di Monica Bonvicini e Gianni Colombo, Ugo La Pietra e Piero Manzoni, Maloberti, Marisaldi, Bruno Munari, Michelangelo Pistoletto e Gilberto Zorio, tra gli altri.

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