A tuonare è anche l’AFAM, sigla che rappresenta tutti gli Istituti di Alta Formazione Artistica e Musicale, dalle Accademie ai Conservatori. ‹‹Attendiamo dal 1999 che il governo si assuma realmente l’impegno di concludere la riforma, ma tutte le promesse di risoluzione si riducono in contentini››, si legge in un comunicato diffuso alla stampa e firmato dalla rappresentanza nazionale degli studenti AFAM, da Angelica Speroni, presidente della CPCSAI-Conferenza Nazionale dei Presidenti delle Consulte degli Studenti delle Accademie e ISIA italiani, e da Antonia Cinquepalmi, presidente della Conferenza Presidenti delle Consulte degli Studenti degli ISSM.
‹‹È in via di approvazione un testo che, ancora una volta non contiene, nonostante le ripetute richieste degli studenti, alcuna previsione di stanziamento dei fondi necessari a sostenere in toto il sistema, a ristrutturare o acquisire nuove sedi, a rinforzare il fondo di funzionamento per il pagamento di utenze e locazioni, dato che le istituzioni AFAM soffrono di una sperequazione legislativa in questo senso e devono provvedere spesso da sé attingendo dal loro bilancio, talvolta intaccano addirittura gli introiti derivati dalle stesse tasse degli studenti. Lo scorso anno non sono stati nemmeno previsti finanziamenti per rimediare ai mancati introiti dell’applicazione della no-tax area, con il pericolo che le istituzioni più piccole non riescano a sopravvivere e, soprattutto, che debbano scendere a compromessi a discapito di qualità e opportunità per gli studenti. Ribadiamo, a tal proposito, che il diritto allo studio si garantisce innanzitutto supportando le istituzioni. Infine, è assente una legge che tuteli gli studenti disabili, uno stallo incredibilmente anticostituzionale, oltre che irrispettoso dei diritti umani. Se vengono stanziati 500.000 euro per far fronte alla loro tutela, non possiamo non notare che non esiste alcuna norma con cui vengono garantite loro condizioni agevolate di studio. Ci chiedono di avere pazienza perché si tratta di temi complessi. Noi, però, siamo stanchi di aspettare e riteniamo opportuno che il governo dedichi il tempo e il denaro necessario (veramente poco!) per risolvere questa situazione. Precari sono innanzitutto gli studenti, a cui non vengono garantiti qualità dell’insegnamento, sicurezza e adeguatezza delle sedi, diritti inviolabili come la tutela della disabilità e il diritto allo studio dello studente lavoratore. Nonostante tutto questo, la formazione dei diplomati viene riconosciuta eccellente, soprattutto all’estero, grazie all’attività dei docenti che continuano a fare formazione e ricerca nonostante non ricevano il giusto compenso. Invitiamo il governo ad immaginare cosa potrebbe comportare per l’Italia investire seriamente nella formazione artistica, come d’altronde in quella universitaria, lo invitiamo a bloccare i tagli all’alta formazione e riconoscerne il valore, questo sarebbe il vero cambiamento››.