In occasione della mostra di Guido Strazza, (10 pitture, 12 incisioni) che si è inaugurata mercoledì 26 febbraio alla Galleria il Bulino (via Urbana 148, Roma) e che chiuderà sabato 29 marzo, è stato esposto in anteprima il libro d’Artista Segno nasconde Segno – contromanuale del’incisore. Sedici poesie e tre incisioni su foglio unico piegato in ottavo, per una tiratura di 55 esemplari, che Guido Strazza ha appena ultimato per le edizioni d’arte Il Bulino, e che sarà presentato lunedì 24 marzo alle ore 18 al Metateatro–Casa delle Culture.
Strazza non chiama poesie i suoi testi che nel colophon indica come parole contro parole perché non ne abbiano l’aura e siano invece semplice trama di un pensare, di un fare e di un vedere segni al loro primo apparire, prima che abbiano un nome.
L’opera esprime il pensiero di Strazza nello spirito didattico – autodidatta di ricerca che caratterizza tanto suo lavoro. Con leggerezza i testi conducono il lettore nel terreno impervio del governo e dell’abbandono al farsi dei segni.
La dedica ai segni primi – ai maestri delle caverne illumina sullo spirito dell’opera e sulle intenzioni dell’autore.
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