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Si trova ad Oberhausen, trenta chilometri a nord di Düsseldorf. È un vecchio Gasometro, per niente nuovo agli esprimenti dell’arte. Già, perché qui, nel 2003, Bill Viola mise in scena i suoi Five angels for the millennium” e, ancora, prima, nel 1999, Christo e Jeanne Claude portarono qui il loro “Wall”: 13mila barili di petrolio colorati a sollevare una vera e propria barriera in una delle strutture industriali di questo tipo più grandi del mondo, preludio a quella Mastaba che Christo realizzerà prossimamente nel deserto nei pressi di Abu Dhabi.
E in questi giorni Christo è tornato ad inaugurare, proprio al Gasometro di Oberhausen il suo Big Air Package, ovvero qualcosa come 219mila metri quadrati di tessuto bianco di poliestere gonfiati da aria compressa, per un volume di circa 180mila metri cubi, retto inoltre da 14 chilometri di funi, per un peso complessivo di oltre 5 tonnellate, completamente in materiale riciclabile. Un effetto che l’artista ha definito come un fluttuare: « Si nuota praticamente nella luce all’interno del pacchetto di Big Air. L’aspetto più singolare di tutti i pacchetti d’aria che abbiamo fatto dal 1966 è l’interno. Quando è vissuto dal di dentro lo spazio si presenta quasi come una cattedrale di 90 metri di altezza». Dedicato a Jeanne Claude, e firmato ovviamente in coppia, il progetto arriva dopo il nuovo stop che sta subendo l’ormai decennale idea di impacchettare un tratto dell’Arkansas River lungo 5,9 miglia, ovvero più di 10 chilometri, il Colorado. Il progetto sarà compreso tra le città di Salida e Canon City e realizzato con pannelli in tessuto sospesi sul corso d’acqua. Ma per ora accontentiamoci di “nuotare” nella Ruhr, fino al prossimo 31 dicembre.














