10 maggio 2012

L’Italia che non sa fare rete con la cultura. Ancora a Roma, che quasi accavallerà le date del suo Festival del Cinema con quello di Torino

 

di

Torino Film Festival

«In nome di una Ragion di Stato chiamata Marco Mueller (il neo direttore del festival del cinema di Roma, n.d.r.), la maggioranza del Cda della manifestazione si piega supinamente ai diktat di Alemanno e Polverini e spiana la strada a un’edizione che si preannuncia controversa». Non ci è andata giù leggera Giulia Rodano, responsabile nazionale Cultura di Italia dei Valori. Mueller non ne ha voluto sapere, e il festival si terrà dal 9 al 17 novembre, mentre a il Torino Film Festival inizierà una settimana dopo. Fassino nei giorni scorsi aveva inviato una lettera proprio alla Presidente Polverini e al sindaco Alemanno, chiedendo una rettifica per evitare inutili e poco prolifiche sovrapposizioni. Invano, perché Muller oggi firmerà il contratto triennale (120mila euro annui) e il bilancio per la manifestazione è stato approvato con i soli voti contrari di Camera di Commercio e della Provincia. «Le date di novembre danneggiano Roma, le cui istituzioni culturali hanno già ‘calendarizzato’ altri eventi per quel periodo e danneggiano Torino, che giustamente protesta per lo ‘schiacciamento’ eccessivo tra i due festival. Dividono il mondo del cinema, costretto ad un inedito, sterile, gioco della torre fra la capitale e Torino» afferma ancora Rodano, la quale ricorda che è ancora oscuro è il profilo artistico dell’edizione 2012 del festival: «Mueller continua a tacere. Speriamo di poter sapere qualcosa da uno dei suoi otto consulenti». Anche in questo caso “facciamoci del male” e ancora una volta che ognuno provi a tirare l’acqua al suo piccolo mulino, evitando collaborazioni virtuose e, non in ultimo, un po’ di buon senso legato ad un riscontro economico.

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