Dopo la settimana di fuoco asiatica – con le rassegne di Shanghai, Singapore e Gwangju -, tocca a Liverpool riportare il timone dell’arte internazionale verso la vecchia Europa. Nella città inglese si inaugura infatti la quarta edizione della Liverpool Biennial, l’unica biennale di arte contemporanea del Regno Unito. Per dieci settimane centinaia di artisti espongono in oltre 40 location invadendo tutto il centro cittadino, dalle più importanti gallerie a spazi improvvisati quanto improbabili. Incentrata sull’ampia tematica dei miti urbani, la rassegna è curata dal cubano Gerardo Mosquera – che si sofferma sul concetto di “colonialismo di ritorno” -, e dal taiwanese Manray Hsu, il cui campo metaforico spazia dalla medicina tradizionale cinese a internet. Il programma prevede quattro settori espositivi: The International, The Independent, John Moores 23 e Bloomberg New Contemporaries. Con un carnet di artisti partecipanti di grande rilievo, dall’italo-berlinese Monica Bonvicini (alla Tate Liverpool) all’indiana Shilpa Gupta, da Carlos Garaicoa a Teresa Margolles, Jeppe Hein, Hans Schabus, Philippe Parreno.
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