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L’opera d’arte? È il contratto fra artista e gallerista…

di - 22 Giugno 2009
Durante la presentazione del progetto, il contratto fra l’artista e il gallerista verrà discusso come una qualunque trattativa tra un percettore di lavoro, un intermediario ed il suo cliente. “Banalizzando o ‘normalizzando’ il legame tra gallerista, artista e collezionista, l’artista sviscera gli aspetti critici di questo rapporto attraverso lo strumento dell’esecuzione letterale di un compito, e del paradosso che ne risulta”.
Molti avranno già capito, l’artista è Cesare Pietroiusti, abituato a trattare gli aspetti economici del sistema dell’arte. Con l’intervento Ore di lavoro di artista – un contratto, presso la Galleria Franco Soffiantino di Torino, l’argomento d’indagine diventa la professione stessa dell’artista, qui intesa come attività dal contenuto quantificabile in unità temporali di lavoro, piuttosto che identificabile nel prodotto materiale del lavoro.
La performance, i laboratori e le conferenze previste in appuntamenti successivi sono esempi della messa in opera del contratto, ma anche momenti in grado di mettere in risalto alcuni altri aspetti che compongono la figura di un’artista, come la didattica e il confronto intellettuale.






Presentazione: martedi 23 giugno 2009 – ore 18.30
Via Rossini, 23 – Torino
Web:
www.francosoffiantino.it

[exibart]

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  • Con quegli occhietti da furbetto pietroiusti si sta riprendendo quello che gli hanno negato negli anni 80-90 attraverso l'alleanza strategica con iuav-angela vettese-e-sua moglie Carolyn Christov-Bakargiev(prossima direttrice di documenta).

    Se non lo avessere fatto soffrire così, oggi almeno, sarebbe un componente del sistema monopolistico "aperto" ed efficace.

  • come cavolo vive un artista come pietroiusti o petroiusti, come si guadagna il pane???

  • Beato lui che può "mangiare" pezzi da 500 euro, a me è successo di sacrificare il panino a un tubetto di colore. Quanto sapore in quel blu!

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