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L’opera si racconta. Al Museo di Capodimonte, una sacra conversazione al centro della storia

di - 26 Marzo 2018
Presso il Museo Nazionale di Capodimonte, a Napoli, è stata presentata al pubblico la mostra d’approfondimento appartenente al ciclo espositivo “L’opera si racconta”, iniziativa che permette a opere poco conosciute o in deposito di essere rilette attraverso esposizioni monografiche e messe in relazione con diverse tipologie di documenti, opere visive e musicali. A presentare il focus, il direttore del museo, Sylvain Bellenger, la vicedirettrice della Biblioteca Nazionale di Napoli, Maria Rascaglia, insieme a Giovanni Lombardi, amministratore delegato dell’azienda napoletana Tecno S.r.l, a supporto di diverse iniziative con le istituzioni culturali e attualmente molto impegnata nel rapporto tra arte ed impresa.
L’esposizione, situata al piano nobile della Pinacoteca, ospita questa volta due manoscritti del XV secolo, provenienti dal fondo “Manoscritti e rari” della Biblioteca Nazionale di Napoli, messi a confronto con un dipinto su tavola di Konrad Witz, raffigurante una Sacra conversazione. La vicinanza stilistica, tra le miniature rivelate dai manoscritti e la scena sacra rappresentata dal dipinto, risulta essere l’elemento d’incontro tra le opere che, seppur di provenienza geografica diversa, risentono entrambe dell’influenza fiamminga. Il dialogo tra esse, inoltre, è arricchito dall’atmosfera ecclesiale creata dai suoni della messa corale “Ecce Ancilla Domini”, composta dal compositore franco-fiammingo Johannes Ockeghem, contemporaneo di Konrad Witz. La presentazione è stata anche un’occasione per raccontare della straordinaria eterogeneità della cultura artistica napoletana, cresciuta a partire dal Quattrocento anche grazie agli intensi scambi con l’area nordica europea.
Questo evento espositivo si va ad aggiungere agli appuntamenti precedenti in cui si sono raccontate opere come La parabola dei ciechi di Bruegel il Vecchio e Il Cristo in croce di Van Dyck, che hanno reso così il Museo dinamico e, allo stesso tempo, capace di dare attenzioni alle singole storie di ogni opera conservata. L’opera di Van Dyck inoltre verrà ospitata presso la Reggia Reale di Monza, seguendo la stessa idea di mostra d’approfondimento e consolidando anche i rapporti tra le diverse istituzioni culturali italiane. (Emanuele Castellano)
In home e in alto: fotografie di Emanuele Castellano

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