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Lucia Magnifico e Gabriele Macchi vincono la prima edizione di “Talent Video Awards”. Tre domande a Rebecca De Pas, curatrice di FIDcampus

di - 28 Ottobre 2017
Hawaii Point, della coppia formata da Lucia Magnifico e Gabriele Macchi, provenienti dall’Accademia di Brera di Milano, è il video vincitore della prima edizione di “Talent Video Awards”, contest promosso da Careof con la Direzione Generale per le Arti e Architetture Contemporanee e Periferie Urbane del Mibact, e che stamattina è stato presentato a Milano insieme agli altri 11 finalisti. Secondo e terzo posto vanno invece a Patrizia Emma Scialpi (con un video visionario sull’ipotetico satellite Neith), Maria Castagna (Interview with Hessa Lootah) e Luca Staccioli (Was it me?).
Uno spaccato di immagini in movimento che attraversa la generazione nata tra la metà degli ’80 e dei ’90 , e che ha come temi fondanti della propria ricerca da un lato una antropologia intima di territori ed esperienze anche legate alla propria famiglia e, dall’altra parte, una forte attenzione ai temi dell’attualità, questione migranti e “differenze culturali” in primis, specialmente per quanto riguarda Occidente e Medio Oriente (come accade proprio nella bella “skype-call” di Maria Castagna con Hessa Lootah, tra le prime donne degli Emirati ad aver studiato Comunicazione di massa).
Ai vincitori, come vi avevamo raccontato, la possibilità di lavorare – durante la prossima estate – nel campus di FIDMarseille.
Ecco cosa ci ha raccontato la curatrice di FIDCampus, Rebecca De Pas.
Partiamo da FIDMarseille. Come si struttura e come è nato il rapporto con Careof?
«FIDMarseille è nato 28 anni fa a Marsiglia, e oggi è un festival “generalista” anche se la sua linea è molto riconosciuta: è una rassegna di ricerca sul cinema contemporaneo. Ci sono 4 competizioni: nazionale, internazionale, una dedicata ai film in formato da sala, più classici, e una competizione per le “Opere prime”. Non abbiamo distinzioni di genere o durata, e le competizioni sono tutte delle “premiere”, ovvero il film è mostrato per la prima volta in Francia o al di fuori del Paese di provenienza. Ma i film, nel nostro caso, non si vedono solo in sala: collaboriamo con il Centre d’Art Plastique, con il MUCEM, il centro di Rudy Ricciotti nato quando Marsiglia fu capitale europea della cultura, in gallerie cittadine, e per citare alcuni artisti passati da noi ci sono anche Dora Garcia o Rirkrit Tiravanija. Diciamo quindi che ci interessa il cinema fatto da artisti senza ghettizzarlo in schemi, permeando frontiere».
Quindi la joint venture con Careof è stata naturale?
«Naturalissima. Non solo siamo vicini geograficamente, ma l’Italia è un territorio che ci interessa molto».
È la prima volta che collaborate con una associazione italiana, vero?
«Si, e il FIDCampus è un’occasione per mettere in discussione il lavoro dei partecipanti, che arrivano da ogni parte del mondo, con una serie di importanti personalità legate al cinema e alla sua produzione».
Perché avete scelto Hawaii Point di Lucia Magnifico e Gabriele Macchi,?
«Ci siamo trovati abbastanza d’accordo in giuria: nonostante la connotazione molto politica, e il rischio – molto attuale – di sfruttamento dell’immagine della condizione dei migranti, il film entra nella giungla di Calais attraverso una serie di personaggi eccentrici e lascia fuori la violenza e la disperazione che abbiamo visto nelle panoramiche di questi anni. Molte delle scene che abbiamo visto oggi, anche se riflessive, hanno un ottimo sguardo rivolto a ciò che succede intorno, all’attualità. C’è stata una selezione di grande maturità».

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