Appena concluso il CdA del MADRE, che perde ancora un pezzo, salvo colpi di scena finali. Già, perché l’unica ipotesi possibile sarebbe che la Curia -benificiario del bene dato dal Comune- in un confronto con il museo, desse in “comodato” la gestione della piccola navata al MADRE. Ma tutti, a partire dal Presidente Pierpaolo Forte, sono molto scettici.
Laura Cherubini, vicepresidente della Fondazione del museo napoletano, appena uscita dalla riunione ha dichiarato: «Anche se la proprietà della Chiesa di Santa Maria Donnaregina Vecchia è del Comune, è stato il MADRE a recuperarla e a fornirle manutenzione, e soprattutto a renderla fruibile al pubblico, che ha potuto vedere, in questa location, bellissime mostre». La notizia dunque che il Comune di Napoli abbia deciso tutto da solo sulla sorte dello spazio è verissima, e non manca una nota di rammarico per questa scelta, presa senza nemmeno interpellare la controparte. «Una delle ragioni addotte -ha riportato Cherubini- è che le due chiese di Santa Maria Donnaregina e Donnaregina Vecchia, ovvero la parte del MADRE, ritornino in qualche modo un’unica struttura. Eppure storicamente le due architetture si sono sviluppate in tempi e con modalità diverse. Se si considera “snaturante” utilizzare una chiesa del ‘300 per opere del ‘900, allora è arbitrario anche accostare un esempio seicentesco a una navata edificata trecento anni prima».
Per ora restano valide quelle che sono state le parole del Presidente Forte al sindaco De Magistris: si sospenderà la manutenzione della piccola ala storica del Museo, compreso il servizio di vigilanza. A maggior ragione se il Comune deciderà di fare orecchie da mercante e di non proferire parola sulla vicenda, trattando questo ennesimo episodio dello scottante caso MADRE come un “cavillo” già risolto e archiviato con uno scacco matto.
Visualizza commenti
questo sindaco non mi ha mai convinto come persona all'altezza del ruolo che ricopre .questa decisione sulla chiesa donnaregina lo conferma: la cultura non è materia alla sua portata
eh no, non per difendere sindaco e comune, ma bisogna dare pane al pane.
chiunque conosca almeno un po la storia delle due chiese Donnaregina (vecchia e nuova) dovrebbe sapere che sono state legate l'una in funzione dell'altra dal 600: quando fu costruita infatti la chiesa nuova fu progettata in modo da essere un unicum con la antica (fino ai primi del 900 addirittura erano aperte l'una dentro l'altra. la separazione - strutturale e concettuale - tra le due entità è infatti cosa recentissima).
Dato che esiste il museo diocesano donnaregina nuova, è più che logico che la chiesa del 300 sia integrata al percorso museale diocesano; con questa soluzione inoltre le sarà garantita una visibilità infinitamente maggiore, bisogna essere onesti (chi conosce la zona lo sa).