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MADRE Story. Tre domande a Rosy Rox, protagonista di una delle performance del ciclo “Corpus. Arte in Azione”

di - 3 Febbraio 2012
Abbiamo deciso di guardare alla situazione incerta del MADRE attraverso lo sguardo di un artista.
Teatro Valle e Madre coalizzati insieme per la cultura. Come si sta vivendo a Napoli l’incerta situazione del MADRE?
C’è molta confusione, manca ovviamente chiarezza perché di mezzo ci sono problemi legati alla crisi economica che accentuano le criticità, e per un artista poi certe cose sono inspiegabili…
La tua performance nell’ambito della rassegna Corpus è stata posticipata di oltre due settimane dalla data iniziale. Difficile lavorare in questi termini…
l mio lavoro , la robe, verte sul rapporto tra visibile e invisibile, vissuto attraverso una lunga azione generata nell’immobilità e proseguita in un tempo dato. Quindi ho dovuto prepararmi con un certo anticipo, e il fatto che sia slittata per i problemi connessi al Madre ha logorato la mia concentrazione. Però posso dire di aver sfruttato questo contrattempo per rendere al meglio il senso dell’opera, anche se il lavoro dell’artista rimane precario, lo è da sempre, e dunque oggi non sembra che le cose siano cambiate.
Il Madre: chiuderà o qualcuno riuscirà a fare “il miracolo”?
Il Madre per noi artisti del Sud è un punto di riferimento e ha segnato la storia delle cultura in questa città, e credo che ci voglia tanta pazienza e amore per l’arte prima di prendere qualsiasi decisione. Penso che il problema per il Madre sarà risolto tra un po’ di tempo. Ma la politica rimane troppo vicina alla cultura, spero che questo difficile momento porti cambiamenti per come si fa cultura in Italia. Ma non sono ottimista.

Visualizza commenti

  • Rosy Rox è una brava performer, ma questa decisione di far pagare un biglietto d'ingresso di 7 Euro mi sembra una vera e propria idiozia.
    Quando c'erano i soldi li hanno spesi per cose assurde, adesso chiedono i soldi alla gente.
    Se il Madre deve continuare così meglio vederlo chiuso e passare oltre.

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