16 aprile 2013

MAMbo dal vivo. Da stasera torna al museo bolognese la seconda edizione di “Live Arts Week”. In scena? Da Riccardo Benassi a Tony Conrad, fino a Junko

 

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Riccardo Benassi, Meccanismo per Addormentarsi Leggendo, 2011. Plexiglas, cuscino, libro a discrezione del proprietario. Courtesy: l'artista. Museo Marino Marini, Firenze (it). Foto © artimages/Federica Di Giovanni
Unica regola: tutto dal vivo. Che siano performance, spettacoli, lectures, concerti o spettacoli live media non importa. Da stasera, fino al 21 aprile, il MAMbo in collaborazione con Xing, network che progetta e sostiene eventi, ospita la seconda edizione di “Live Arts Week”, unico evento italiano e palinsesto di opere e interventi di varia natura ambientale, incentrati sulle diverse modalità dello stare e dell’attraversare quello che è lo spazio museale.
Si comincia stasera con Tony Conrad, filmaker e musicista statunitense padre del minimalismo cinematografico degli anni ’60, che segna una collaborazione tra il museo e il Teatro Comunale di Bologna. In scena la storica performance Fifty-one Years on the Infinite Plain (1972-2013), un ambiente/performance di suoni e proiezioni dell’artista, mentre nella stessa serata si darà il via anche  ai sei cortometraggi inediti di Nature Theater of Oklahoma: intitolati Silent Movies Screen Tests, i corti offrono un continuum tra arte colta, trash e vita quotidiana, e saranno proiettati nel corso delle sei serate di festival. 
Arriverà invece mercoledì l’italiano Riccardo Benassi con Techno Casa, dove l’architettura si trasforma in un sistema di display e non c’è più alcuna differenza tra il monitor e la stanza. Il progetto proseguirà per cinque serate consecutive, incrociando scrittura, immagine, suono, spazio, luce.
Sul piano più performativo invece ci sarà la produzione Monkey See, Monkey Do ideata da Muna Mussie e prodotta da Xing, che riflette sull’immagine e il suo potenziale a partire dalla dimensione conturbante del doppio e dello specchio; coreografie con Eszter Salamon e Christine De Smedt, divisi tra gesto e parola e poi UIT, della compositrice Daniela Cattivelli, con gli interventi del coreografo Michele Di Stefano: una performance generata attraverso richiami per uccelli che attivano un processo di trasfigurazione spaziale e sonora.
Non fa male un tocco di esotismo con Goodiepal, compositore, performer, agitatore critico e artista visivo delle isole Far Oer, in transito per il mondo con una sorta di Goodiepal Car autocostruita. Autodidatta, eccentrico, alternativo e apripista per la ricerca musicale degli ultimi anni, sarà a Bologna con un concerto in conclusione di tutta la kermesse. Spazio anche per l’Austria e Komposition, lavoro coreografico sul “danzare assieme” di Anne Juren, Marianne Baillot, Alix Eynaudi e Agata Maszkiewicz, un’esplorazione di gruppo sulla combinazione, e sulla fusione dei corpi. Prima spostarsi al Garage del Pincio, sotto la Montagnola, dove sarà in scena niente meno che Pierre Huyghe e la prima proiezione del remake “storico” dei fatti avvenuti a San Valentino, il Primo Maggio e ad Halloween, The Host and The Cloud, film dove gli attori sono il personale del Musée des Arts et Traditions Populaires di Parigi , c’è da chiudere il programma al MAMbo. E ci penserà, in maniera esemplare, Junko, vocalist e strumentista, una di membri fondatori della leggendaria band noise giapponese Hijokaidan, con Nature, performance non amplificata, dove la musicista per la prima volta da sola in Italia darà corpo a un’opera di pura voce e linguaggio, inarticolabile e indicibile: una polifonia disturbante, impossibile. Il programma completo, lo trovate qui: www.liveartsweek.it

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