La nuova vita del Mart comincia quest’estate, a partire dall’antologica dedicata a Fausto Melotti, che arriva così nella sua città natale, dopo una vita passata come milanese d’adozione. A cura di Denis Viva, al Mart vi sarà un percorso di oltre cento opere del grande scultore, messe in relazione con i “prodotti” dei suoi contemporanei, da Carrà a Fontana, da De Chirico a Manzoni. Ma oltre alla mostra, per la città vi è un altro regalo: la Scultura H. La grande clavicola, esposta per la prima volta alla Biennale del 1972, sarà accolta nel giardino del museo, in permanenza, all’indomani del restauro ad opere del Lions Club di Rovereto.
Melotti a parte, un’altra novità è il fondo di fotografie di proprietà di Mario Trevisan, che sarà dato in comodato all’istituzione per dieci anni. A cura di Walter Guadagnini, Veronica Caciolli e Francesco Zanot, la mostra “Con gli occhi, con il cuore, con la testa. La fotografia della collezione Trevisan”, visibile dalla fine di luglio, getterà una luce sulla raccolta di oltre 200 immagini, dai dagherrotipi del XIX secolo fino a Helmut Newton e Vanessa Beecroft. Un modo per far vivere e arricchire la collezione e le proposte del museo che, come racconta lo stesso Trevisan sul Corriere della Sera, «permetterà al museo di prestare la collezione ad altri musei in cambio di altre mostre già pronte. Una specie di baratto a costo zero». Una modalità di approvigionamento di novità in epoca di crisi, così come è abitudine di diversi altre istituzioni, a partire dal vicino Museion, che a sua volta dal 2008 è entrato in possesso, per dieci anni, di 80 pezzi provenienti dalla collezione privata di Enea Righi.