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Miami Art Week/1. L’alfa e l’omega del contemporaneo, tra le Gallerie di Basel On The Beach

di - 5 Dicembre 2017
In questi giorni, a Miami, la temperatura oscilla tra i 23 e i 27 gradi ma sarà destinata ad aumentare, visto che la Miami Art Week sta per iniziare. Da oggi fino al 10 dicembre, succederà di tutto, tra feste, eventi collaterali, concerti, dei quali vi parleremo nelle altre puntate. Vi anticipiamo solo un nome, Björk, che si esibirà il 5 dicembre, nell’ambito di III Points, la kermesse dedicata alla musica, organizzata da Art Basel. Perché, per partire con il piede giusto, non si può che cominciare dall’epicentro, da Art Basel Miami. Dalla sua prima edizione oltreoceano, nel 2002, la fiera è entrata prepotentemente tra gli appuntamenti imperdibili dedicati al contemporaneo e, quest’anno, saranno più di 200 le gallerie provenienti da ogni angolo del mondo, che presenteranno i lavori di più di 4mila artisti.
Tra le gallerie nella sezione principale, negli spazi appena rinnovati del Miami Beach Convention Center – un progetto di restyling di 615 milioni di dollari – i nomi più influenti del panorama dell’arte contemporanea, quelli che determinano l’orientamento delle tendenze. C’è tutto il gruppo newyorchese, Mary Boone, Gavin Brown, Gagosian, Gladstone, Lehmann Maupin, Lévy Gorvy, che presenteranno opere, tra gli altri, di Barbara Kruger, Sadie Smith, Laurie Simmons, Chris Burden, Josef Albers. Una buona panoramica dei gusti dall’America Latina, con le brasiliane A Gentil Carioca, Fortes D’Aloia & Gabriel, Nara Roesler, con opere di Ernesto Neto, Rodrigo Torres e Antonio Dias. Interessante il focus su Jose Antonio Fernandez Muro, dell’argentina Jorge Mara-La Ruche. Dalla Germania, Konrad Fischer, che schiera tutti i suoi grossi calibri, da Carl Andre a Jan Dibbets, da Tony Cragg a Thomas Schütte, e Sprüth Magers, con Jenny Holzer, Thomas Ruff e Cindy Sherman. Rimanendo sul vecchio continente, ce n’è per tutti i gusti, dagli artisti più voga del momento ai grandi nomi storicizzati, con la parigina Chantal Crousel, che porta Anri Sala, Rirkrit Tiravanija e Gabriel Orozco, mentre da Madrid arriva Leandro Navarro, che partecipa ad Art Basel Miami dal 2009 e presenta Alexander Calder, Wilfredo Lam e Antoni Tàpies. Immancabile la londinese Victoria Miro, con un solo show di Sarah Sze.
Nutrita la presenza delle italiane, da Massimo De Carlo, che porterà, tra gli altri, John Armleder e Paola Pivi, a Giò Marconi, con un nutrito corpus di opere di Kerstin Brätsch e Allison Katz. Tornabuoni presenta un mix dagli anni ’60 a oggi, da Lucio Fontana a Francesca Pasquali, mentre Magazzino si concentra su opere millennials, realizzate dal 2008 al 2017, da artisti come Massimo Bartolini, Elisabetta Benassi, Mircea Cantor, Fiamma Montezemolo. Troveremo poi Alfonso Artiaco, con Vera Lutter, Liam Gillick, Jimmie Durham, Maria Thereza Alves, Sol LeWitt e Rita McBride, Lia Rumma, con Ugo Mulas, Marina Abramovic, William Kentridge, Ettore Spalletti e Tobias Zielony, e Galleria Continua, con Daniel Buren, Anish Kapoor e Michelangelo Pistoletto.
E oltre alla sezione principale, anche Nova, dedicata alle gallerie che presentano opere realizzate negli ultimi tre anni, Positions, riservata ai progetti curatoriali, e Kabinett, uno spazio supplementare per le gallerie che vogliono esporre il progetto di un artista in particolare. Grande attesa per Public, il programma di arte pubblica che, quest’anno, vedrà la partecipazione di artisti come Daniel Buren, Yto Barrada, Abraham Cruzvillegas, Daniel Knorr. Interessante anche Editions, per multipli d’autore e fine art, con l’editore Carolina Nitsch, tra gli altri, che presenta stampe di Louise Bourgeois e Tracey Emin.

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