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Milano Art Week/15. Miart una fiera ricca di premi: ecco i vincitori delle sezioni Object, On Demand, Emergent, Generations, Herno e Rotary Club

di - 3 Aprile 2017
Non c’è fiera senza premi, e anche quest’anno a Miart sono tantissimi. Oltre alle acquisizioni del Fondo Fiera Milano che vi abbiamo annunciato ieri, ecco i selezionati per categoria.
Premio BEART/EMERGENT, assegnato alla migliore galleria emergente alla galleria PACT, di Parigi, per la “ricerca sulla scultura di Amy Brener, tra l’archeologia e la fantascienza, che combina passato e futuro, con calchi di frammenti architettonici e oggetti di uso quotidiano”.
Premio Herno, destinato allo stand con il miglior progetto espositivo, pensato, allestito e curato in tutti i dettagli come una mostra e capace di coniugare elevate componenti di ricerca, qualità e accuratezza del disegno allestitivo, del valore di 10mila euro, va alla londinese Anthony Reynolds Gallery.
Premio Fidenza Village per Generations (sopra), alla sua prima edizione e anch’esso del valore di 10mila euro, va al dialogo tra le opere di due artisti appartenenti a generazioni diverse alla coppia Barbara Kasten (Bortolami, New York) e Jessica Stockholder (Galleria Raffaella Cortese, Milano)
Premio On Demand a Massimo Grimaldi, presentato dalla milanese ZERO…Il premio (10mila euro) consiste nel sostegno economico per un progetto futuro dell’artista premiato: in questo modo miart, grazie alla collaborazione della casa di produzione Snaporazverein, diventa co-produttore di iniziative artistiche che fuoriescono dall’ambito della fiera sia in termini spaziali che temporali.
Premio CEDIT per Object: acquisita per il Triennale Design Museum l’opera Retrostorico | Zuperfici Collection, 2017 (home page), del designer italiano emergente Duccio Maria Gambi, presentato da Nero Design Gallery di Arezzo; i suoi pezzi li potete  vedere fino al 9 aprile anche nel bello spazio di Salvatore Lanteri, a Nolo.
Premio Rotary Club Milano Brera per l’Arte: acquisite le opere Untitled, 2014, di Anna-Bella Papp (Stuart Shave Modern Art di Londra) e Strukturblätter, anni ’80, di Ruth Wolf-Rehfeldt (Chertludde, Berlino).

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