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Milano, la voce della fotografia: “Mi chiamo Mario Dondero, e sono un fotoreporter”. E come dargli torto? Un incontro speciale al Museo della Scienza e della Tecnologia

di - 16 Giugno 2014

Mario Dondero, uno dei personaggi più autentici del fotogiornalismo contemporaneo, si racconta. Al Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano, mercoledì 18 giugno ha luogo la Lecture del celebre fotografo in cui parla della sua vita, e che vita! Classe 1928, partigiano in val d’Ossola, prima scrive e poi fotografa. “L’Avanti”, “L’Unità”, “Milano Sera”, “Le Ore”.  Poi, tra Milano e Parigi, “L’Espresso”, “L’Illustrazione Italiana”, “La Monde”, “Le Nouvel Observateur”, giusto per fare un breve elenco. Diventa presto cittadino del mondo e le sue fotografie sono ben definite nella nostra memoria: la Parigi di Sartre, il Nouveau Roman, la Roma di Elsa Morante e Moravia, Milano con Mulas, la Cambogia dei Khmer rossi, la Grecia dei colonnelli, Franco e la Spagna, Beckett, Bacon, Pasolini, Giacometti, Man Ray. Una macchina fotografia e una valigia sempre pronte. Immortala la storia contemporanea e ci regala un pezzo del nostro passato, nonché del nostro presente. Sarà prima la sua voce a parlare e poi le sue foto. Posso Farle Una Foto? è, infatti, l’esposizione curata da Adelaide Corbetta che raccoglie, presso Corso Magenta 10, 17 ritratti di Mario Dondero e altre fotografie di Salvatore Bongiorno, Carlo Di Pasquale, Giuseppe Di Piazza, Leandro Manuel Emede, Federica Lazza, Simone Lonati, Lia Pasqualino, Elisa Ci Penagini, Rocco Toscani, ZEPstudio.  Il progetto è inserito nella calendario di Photo Festival 2014 ed è a favore dei Bambini Cardiopatici nel Mondo Onlus. Insomma, una vita fatta di flashback deve essere quella di Mario Dondero, che ogni volta che incrocia lo sguardo con una sua foto riemerge dalla sua memoria anche il ricordo dell’attimo dello scatto. Chissà cosa pensa del “ruolo” della fotografia oggi. Lo racconterà, magari proprio dopodomani. (Martina Corbetta)

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