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Mille banane contro la censura. E in Polonia le opere incriminate ritornano al loro posto

di - 2 Maggio 2019
La settimana scorsa, il Museo Nazionale Polacco di Varsavia ha rimosso i lavori di tre note artiste femministe polacche, Natalia LL, Katarzyna Kozyra e il duo composto da Karolina Wiktor e Aleksandra Kubiak, suscitando accese proteste da parte dell’ambiente culturale nazionale, rivolte non solo contro il museo ma anche contro il Ministero della Cultura.
E oltre a una lettera aperta per denunciare l’accaduto, per rispondere al tentativo di censura è stato lanciato anche un hashtag piuttosto eloquente, #bananagate, riferito al video Consumer Art, realizzato da Natalia LL nel 1973 e raffigurante una donna nuda nell’atto di mangiare una banana in modo ammiccante. Giocando sull’ambiguità dell’oggetto, inteso sia come simbolo fallico ma anche come alimento di lusso durante gli anni sovietici, il video suscitò scalpore quando fu esposto per la prima volta negli anni ’70 e ancora oggi ha liberato le ansie di una madre preoccupata, che ha indirizzato una lettera al museo, definendo traumatica l’esperienza di visita insieme al figlioletto indifeso.
Da qui, almeno secondo la ricostruzione riportata sui media locali, la decisione del direttore del museo, Jerzy Miziołek, di rimuovere l’opera, insieme ad Appearance of Lou Salome, di Katarzyna Kozyra, e Part XL. Tele Game, di Aleksandra Kubiak e Karolina Wiktor. Nel video Performance as Lou Salome, Kozyra è ripresa nell’atto di tenere a bada i corteggiamenti di due cani, incarnazione di Friedrich Nietzsche e Rainer Maria Rilke. Part XL. Tele Game è invece la performance di Kubiak e Wiktor, durante la quale i fruitori, tramite una telefonata anonima, potevano suggerire alle due artiste i movimenti da compiere in diretta.
Contro la decisione si è mossa anche Grazyna Kulczyk, moglie del defunto Jan Kulczyk, l’uomo più ricco della Polonia. Grazyna nel 2013 ha acquisito Consumer Art di Natalia LL, opera tuttora in esposizione nel suo nuovo museo personale a Engadina. Il Ministero della Cultura ha negato ogni coinvolgimento nell’episodio, scaricando la responsabilità sul direttore ma la notizia del caso di censura ha fatto il giro del mondo e l’hashtag #bananagate ha fatto il giro del mondo, rimbalzando sui Social Network e ritornando in Polonia, dove una grande folla si è riunita all’ingresso del museo, brandendo minacciosamente banane. E la cosa ha funzionato. Messo alle strette, Miziołek ha fatto riallestire le opere, che facevano comunque parte della collezione permanente del museo e che erano state già esposte presso istituzioni come la Tate Gallery e il Centre Pompidou.

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