Porte chiuse sul Salone del Mobile, ma ecco un altro pezzo di quel che resta. I premi per esempio, come il “Milan Design Award” che quest’anno va a Moroso e alla sua installazione nello show room di via Pontaccio, che aveva iniziato le danze con un party decisamente floreale lo scorso mercoledì, curato nei dettagli e facente parte della sezione “BE OPEN Food Theatre”. Utilizzando i tessuti di Kvadrat e i mobili di Moroso, la designer Patricia Urquiola ha creato una sorta di palcoscenico per le pietanze a tema sensoriale ideate dall’italiano Massimiliano Alajmo, lo chef più giovane del mondo ad aver ricevuto tre stelle Michelin, e dal duo danese “I’m a KOMBO”. Su una serie di pannelli rotanti alti dal pavimento al soffitto, che non hanno avuto vita facile nella loro meccanica, data la folla dello scorso 9 aprile, i Kvadrat disegnati dalla Urquiola, nell’installazione intitolata The revolving room, hanno creato uno “uno spazio nello spazio”, con immagini all’apparenza astratte, che invece contengono le geometrie di sviluppo dei pezzi rappresentati.
Il primo premio è stato consegnato da Elita e da Repubblica, insieme a Cristina Tajani, Assessore alle politiche per il lavoro, sviluppo economico, Università e ricerca delega per il design, al Teatro Franco Parenti. Il Premio Sound è invece andato a Opium, installazione di via Sarpi, dallo Ied; il premio Cross consegnato da RCasa&Design di Repubblica all’evento Afrofuture, che ha animato la Rinascente durante la design week, mentre il premio Wow al progetto What a wonderful word di Samsung, una delle “sale” più frequentate del Superstudiopiù di via Tortona.