Alle pareti del piano superiore della galleria, una serie di immagini di donne truccate oltre misura con applicazioni eccessive di makeup, ritratte in dettaglio, come una sorta di catalogazione di vittime, sulle quali sono applicate etichette adesive che rimandano a quelle normalmente usate nei prodotti di bellezza, ma con liriche sostituite alle normali modalità d’uso dei prodotti stessi.
Nella sala inferiore un visagista trucca alcune modelle applicando sul viso interi prodotti. Una sequenza video svolta in 60 immagini formato fototessera, ripercorre le tappe del processo di trasformazione del truccatore in mostro, attraverso un make-up auto applicato. Il tutto completato da due video che diffondono cover di canzoni per l’infanzia.
Il titolo del lavoro richiama la vicenda del mostro di Marcinelle, che aveva imprigionato le sue giovanissime vittime dicendo loro, di proteggerle da un assassino.
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