Pausylipon: “pausa del dolore”. Questo l’etimo di uno dei luoghi più incantevoli di Napoli, e al contempo dei più sconosciuti. Perché, nonostante sia fruibile da ben tre anni, questa perla del patrimonio cittadino risulta spesso difficilmente visitabile, a causa di frequenti dissesti urbani e problemi di viabilità. A guidare alla riscoperta del sito, nell’ambito del XII Maggio dei Monumenti, l’associazione culturale Picus, con un itinerario che ripercorre l’ultimo viaggio di Plinio il Vecchio da Miseno a Stabia, attraverso gli scritti del grande naturalista latino e una suggestiva varietà di testimonianze artistiche e geologiche. Palcoscenico della narrazione la villa di Publio Vedio Pollione, raggiungibile grazie alla Grotta di Seiano, una galleria artificiale di circa 780 metri, realizzata dall’architetto Lucio Cocceio, dimenticata col passare dei secoli e riscoperta per caso nel 1840. Oggi della villa Pausylipon sopravvivono i resti di un teatro maggiore da dodicimila posti, con tredici ordini di sedili nell’ima cavea e sei in quella media; l’Odeion, un teatro di dimensioni minori destinato alle audizioni di poesia e musica; un tempio e il ninfeo, con tracce di un impianto termale.
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