L’esposizione trae ispirazione dalla visita che i ragazzi hanno effettuato alla mostra che chiuderà il 1 giugno al Museo: C’era una volta Napoli. Itinerari meravigliosi nelle gouaches del Settecento e dell’Ottocento.
I bambini hanno guardato con attenzione le opere esposte e sono stati colpiti da alcuni soggetti che hanno poi riprodotto interpretandoli a loro modo ed in base alle proprie capacità.
I temi preferiti da questi giovani artisti sono stati: il Vesuvio in eruzione, il golfo di Napoli e l’Isola Ferdinandea, ma anche i Templi di Paestum, il venditore dio cappelli, l’acquaiuolo e le feste di piazza. Questi i soggetti dei disegni che testimoniano come l’educazione e l’osservazione del territorio, in questo caso specifico attraverso un’esposizione di opere d’arte, possa essere la base per l’acquisizione del senso di appartenenza al territorio e determinare così l’identità di un luogo. L’esposizione è accompagnata dai pensieri dei bambini che si rincorrono in un lungo nastro che si snoda sul pavimento per l’intero percorso e ci raccontano: “Ho immaginato che tanto tempo fa io ero un pittore, e tutti mi chiamavano per dipingergli qualcosa, ma soprattutto dipingevo per me”; “mi piace molto l’aspetto innevato del Vesuvio, perché mi dà un senso di calma, come di un bambino addormentato nella sua culla”; “una tela, un pittore, un pennello: queste le tre cose per fare un quadro. Ma per fare una gouache ci vuole qualcosa di più leggero, leggero come la piuma di un gabbiano da usare per disegnare la propria emozione”.(manuela esposito)
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