Il 22 aprile negli spazi del Museo di Anatomia Umana, si inaugurerà un percorso espositivo degli allievi dell’Accademia di Belle Arti, mirante alla rappresentazione artistica delle molteplici dimensioni del corpo, in nome della tradizione degli studi anatomici, che videro tra il Cinquecento e la prima metà del Seicento, gli artisti e i medici dell’epoca protagonisti di una comune esperienza conoscitiva, la quale consentì di perseguire notevoli acquisizioni sia nel campo dell’arte che della stessa disciplina medica.
Il rapporto che affiancò gli artisti e i medici, al di là di esigenze conoscitive puramente tecniche e ozionistiche, esprimeva la profonda e vitale convinzione che la raffigurazione del corpo umano potesse essere una modalità di accesso privilegiato al microcosmo- in grado di riflettere alla bellezza del macrocosmo- custodito all’interno della dimensione fisica dell’individuo.
La mostra degli allievi dell’Accademia e le giornate di studio che saranno svolte nell’ambito dello stesso periodo, oltre a ricordare e a rinnovare tale vivissima tradizione, si pongono come obiettivo il ritorno ad una concezione di formazione medica che sia in grado di includere la comprensione di dimensioni e di livelli di conoscenza, che le consentano di definirsi come scienza della vita e dell’uomo.
In particolare, le giornate di studio- Il corpo raffigurato:dal corpo come “luogo di rappresentazioni artistiche e scientifiche” all’opera d’arte come “messa in atto della Verità” nella giornata del 22 aprile 2002, ore 15:30; Il corpo trasfigurato: il corpo come luogo teatrale di conflitti intrapsichici nella giornata del 26 aprile 2002, ore 15:30- tenteranno una riflessione sulle potenzialità epistemologiche oltre che specificatamente conoscitive della relazione tra Arte e Scienza, tra la struttura positiva e confermata della conoscenza scientifica, da un lato e l’intuitività dell’arte, prodotto dell’irrazionalità umana, dall’altro. Tale riflessione, che si avvarrà delle competenze specialistiche dei docenti della Facoltà di Medicina, quali il prof. V. Esposito, dell’Accademia di Belle Arti, nella persona del direttore prof. A. Scotti e del prof. A. Trione, Presidente del Corso di Laurea in Filosofia, ci condurrà, inoltre, ad un’analisi della malattia, considerata nell’ottica della cultura occidentale, quale esclusivo dominio del soma e quindi espressione della convinzione di una profonda scissione tra mente e corpo. Sarà quindi proposta un’analisi dei vissuti somatici, intesi come manifestazione di stati emotivi di profonda sofferenza psichica, al fine di recuperare la comprensione dei linguaggi simbolici del corpo, il quale può talvolta configurarsi come luogo che protegge da sentimenti altrimenti ingestibili.
In sintesi, il progetto “il Corpo Invisibile” tenterà di intraprendere un rinnovamento del concetto di formazione medica che dovrebbe mirare, oltre che all’acquisizione di specifiche competenze, allo sviluppo di una “sensibilità” che consenta di accogliere i vissuti dell’individuo, ai fini di una migliore gestione della complessa relazione medico-paziente.
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