Nel mese di maggio, alla presenza del Presidente della Associazione Nazionale delle Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea Massimo di Carlo e di Emanuela Oddi Baglioni Consigliere delegato del centro sud, si sono incontrate le gallerie Campane: quelle Napoletane : 404 di Francesco Annarumma, T293 di Paola Guadagnino, Alfonso Artiaco, Dina Carola, Changing Role di Guido Cabib, Umberto Di Marino, Raucci/Santamaria, Franco Riccardo, Mimmo Scognamiglio, Laura Trisorio, Paola Verrengia, Studio Legale di Antonio Rossi, queste ultime rispettivamente di Salerno e Caserta.
Lo scopo dell’incontro è stato quello di riunirsi in delegazione delle gallerie della Campania, nell’ambito della più ampia Associazione Nazionale delle Gallerie Italiane. Nella riunione i partecipanti hanno anche deciso di eleggere il consigliere delegato della Campania ed un proprio portavoce. Sono stati eletti all’unanimità Carlo Santamaria della galleria Raucci/Santamaria quale consigliere delegato e come portavoce in Campania Alfonso Artiaco. Abbiamo intervistato il gallerista.
Le gallerie napoletane si sono riunite, una delegazione che entrerà nell’ambito della Associazione Nazionale delle Gallerie Italiane. Da cosa è nata questa esigenza?
Dalla volontà di organizzare un luogo di confronto tra di noi e di far giungere nell’ambito dell’ Associazione Nazionale il nostro punto di vista.
Con i vostri spazi svolgete un ruolo culturale, ma con questa nuova coalizione perseguirete senz’altro scopi politici. Quali saranno i vostri interlocutori a livello locale? Cercherete un dialogo con il Comune o con la potente Regione Campania?
Non credo che vogliamo esercitare un ruolo politico. Per quanto riguarda gli interlocutori se il Comune o la Regione o la stessa Sovrintendenza vorranno aprire un dialogo saremo ben lieti di farlo. L’idea guida che ci ha mosso e che ci muove è di sottolineare il contributo delle gallerie all’ apertura internazionale della Città anche quando questo risultato non era così evidente da raggiungere.
Quale è il giudizio che l’associazione delle gallerie napoletane dà del grande (ma discusso e discutibile) impegno per l’arte contemporanea da parte della Regione?
Senza dubbio l’impegno istituzionale per l’arte è importante. Certo come gallerie riteniamo che questo potrebbe essere allargato a un sano confronto a più voci e non vissuto in maniera solitaria…
Come vi ponete nel vivace dibattito partenopeo sulla creazione di uno, due o tre nuovi musei d’arte contemporanea in città?
Chiaramente ne siamo felicissimi. I musei che apriranno al momento sono Palazzo Roccella su iniziativa del Comune di Napoli e Donnaregina su iniziativa della Regione Campania. In questa vicenda la nostra attenzione è rivolta non al contenitore ma al contenuto. La creazione di questi musei non potrà che rafforzare ulteriormente una consolidata vocazione di Napoli.
[exibart]
Dodici lampadari d’artista realizzati in vetro di Murano trasformano Piazza San Marco a Venezia in uno spazio di confronto tra…
SLAP Spazio Lambrate Arti Performative ospita una mostra immersiva che, tra luci e suoni, invita a scomparire: le opere di…
Nel clima di repressione e incertezza che attraversa il Paese, numerosi spazi culturali scelgono di chiudere, tra timori per la…
Un esperimento comparativo tra Jean-Michel Basquiat, considerato il benchmark del contemporaneo, e Gustav Klimt, fresco di record da $ 236,4…
In occasione di ART CITY Bologna 2026, l’arte contemporanea attraversa le mura Casa Circondariale Rocco D’Amato, con il progetto di…
L’appuntamento mensile dedicato alle mostre e ai progetti espositivi più interessanti di prossima apertura, in tutta Italia: ecco la nostra…
Visualizza commenti
Così il privato imporrà maggiormente la propria legge in una città che è già colonizzata artisticamente dall'impero, alla Regione che s'inchina a Bonito Oliva ed ai suoi interessi privati s'affiancano le gallerie associate con i loro interessi economici che chiamano cultura, cultura del denaro e degli interessi privati quello si, Napoli è sempre più una città al passo con i tempi, ma com'è che le multinazionali dell'arte comprano con questa grande facilità gli indigeni locali?