Che fosse Joana Vasconcelos la protagonista portoghese di questa Biennale d’Arte ve lo abbiamo già raccontato diverso tempo fa. Ma come sarà il Padiglione galleggiante, perché di questo si tratta, dell’artista che ha esposto, lo scorso anno, anche a Versailles? Una distesa di azulejos blu e bianchi, le celebri ceramiche portoghesi, a ricoprire l’esterno del progetto “Trafaria Praia”, che prevede l’ormeggio di un traghetto tipico di Lisbona, il cacilheiro, ai Giardini, anche se l’imbarcazione viaggerà su e giù per la laguna veneta ogni giorno. A bordo, inoltre, non solo una mostra ma una serie di programmi pubblici legati alla cultura portoghese. “Trafaria Praia” affronta i punti in comune tra Lisbona e Venezia, due città che hanno giocato ruoli storici nell’ampliamento della visione del mondo europeo durante il Medioevo e il Rinascimento. Esaminerà la zona di contatto tra le due città, attraverso tre aspetti condivisi: l’acqua, la navigazione e la nave. Ma c’è qualcosa di profondamente “politico” nel portare una imbarcazione tipica portoghese a Venezia: secondo Vasconcelos significa deterritorializzare un ambiente attraverso un gesto, un’idealista metafora dell’annullamento delle lotte di potere che spesso segnano le relazioni internazionali. Azulejos a parte, sul ponte, come nel suo stile, un ambiente fatto di tessuti e luci blu e bianche, pezzi all’uncinetto intrecciati con LED, per suggerire un’atmosfera uscita da Ventimila leghe sotto il mare di Jules Verne o il racconto biblico di Giona e la balena.
Le tavole rotonde partiranno dal tema “Che cosa è arte, quale futuro, quale futuro per l’arte?”, e porteranno in scena anche una serie di concerti sotto il cappello “New Music, vecchie tradizioni”. Un Padiglione che, siamo sicuri, attirerà l’attenzione anche dei più “scettici” contemporanei.