A quasi mezzo secolo dalla nascita della videoarte, nella stessa città, si assiste oggi alle più recenti configurazioni della tendenza. Il 9 dicembre 2005 la galleria Fine Art in Space di New York, in collaborazione con 31Grand, apre una mostra di video, curata da Heather Stephens, pensata esclusivamente a misura del re dei player, l’iPod. Gli artisti che esporranno i propri lavori a PodART hanno concentrato la proprie istanze creative nei 6,35 cm del display del nuovo modello video lanciato dalla Apple.
Gogol Bordello, Jason Clay Lewis, Nelson Loskamp, MTAA, Marisa Olson, Eugenio Percossi, Jean Pigozzi, Adam Stennett, Lee Walton e Jeff Wyckoff espongono sul piccolo schermo a colori, solo 320×240 pixel, che permette di visualizzare fino a 150 ore di filmati MPEG-4 e H.264. Ogni lavoro è stato concepito per essere venduto all’interno del proprio lettore, in edizione limitata.
La fruizione creativa orientata verso questo
Se il video d’artista fungeva da coscienza per la televisione di massa, queste piccole sequenze sapranno fare lo stesso per il noto player che ha stravolto il mercato, l’iPod, ormai integrato nella cultura popolare? Un oggetto che estremizza l’invasione del quotidiano cercata negli anni Sessanta dalle avanguardie, poiché si presenta come un plurifunzionale dispositivo portatile, anzi ‘tascabile’.
Dalle ricognizioni di grandi sperimentatori come Nam June Paik siamo arrivati all’arte elettronica per dispositivi mobili: con la progettazione filmica per uno strumento multimediale come l’iPod si chiude un altro cerchio… (alice spadacini)
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www.31grand.com/podart.html
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Nessun cerchio si chiude, si sta solo confondendo il mezzo con il fine.
che simpatica purcaria!
Molto interessante i vostri commenti e la homepage!