Che siate interessati o meno di design, se nell’offerta della settimana dell’arte di Frieze New York vi resta un po’ di tempo, scendete fino a Lower Manhattan, a due passi dall’Hudson River. Qui, al 550 di Washington Street, fino a domenica troverete Collective Design. Che non è una collaterale senza arte né parte, ma un esperimento curatissimo ed eccentrico che trova casa in uno dei molti storage della zona, messo a punto – infatti – da un collettivo di una serie di gallerie che si occupano di arredamenti e complementi decisamente prestigiosi.
I partner della manifestazione sono prestigiosi, da Calvin Klein a Cadillac a Elle Decor, così come sono forti alcune presenze italiane tra l’offerta, in primis un intero stand dedicato Memphis di Sottsass, Branzi, Isozaki, Mendini (galleria Gosserez di Parigi) ai vetri di Venini (esposti dalla newyorchese Glass Past).
Tutt’intorno oltre al rigore di allestimenti misurati, una vasta serie di eccentricità, una tensione meno installativa rispetto a quello che si potrebbe vedere al Salone del Mobile, ma renderebbe le vostre case decisamente up to date. C’è per esempio tutta l’arte del tessile di Liz Collins, designer che lega anche complementi d’arredo attraverso l’uso di una antesignana macchina per filare, le poltrone ultra colorate e ricamate di Olek, intitolate #Regret, vendute da Todd Merrill, o le forme essenziali dello studio In.sek design, di base a Brooklyn, che puntano a un design decisamente ecosostenibile, a cavallo tra arte e architettura.
Già, l’arte. In parte ne troverete anche qui: c’è per esempio il giardino segreto di Isamu Noguchi, scultore giapponese che a New York è una celebrità e che se non potrete scoprire nella sua casa-studio al Queens qui vi potrà dare un piccolo assaggio di una pratica a metà tra lo zen e il poverismo. Lo scultore qui, infatti, ha realizzato un intervento site specific ispirato proprio dalle dimensioni e dall’atmosfera di questo spazio in West Soho.
C’è poi, alle pareti, un bell’arazzo di Le Corbusier, datato 1960, direttamente dalla collezione dell’architetto danese Jørn Utzon, mentre per i più pop anche dei multipli di Ethernal (farfalle in metallo montate su resina) firmati da Damien Hirst per Lalique. Decisamente trascurabili, in una fiera che per leggerezza e originalità può piacere anche ai meno avvezzi al progetto e al prodotto.