Un edificio che fa parte del paesaggio, ne asseconda le curve, è permeato dell’atmosfera di quel luogo: un’idea che sa un po’ di utopia romantica, ma a Odile Decq ha premesso di battere quattro avversari decisamente non da poco.
Il progetto in questione è quello relativo alla sede del Museo Liaunig a Neuhaus, in Austria, spazio voluto proprio da Herbert Liaunig, collezionista e mecenate; gli altri studi –invitati a partecipare al concorso di idee- erano, nell’ordine: Diller & Scofidio, UN Studio van Berkel & Bos, Benedetta Tagliabue e Jurij Sadar & Bostjan Vuga.
L’edificio progettato dalla Decq ha uno sviluppo orizzontale, i tetti –ondulati– seguono la morfologia del territorio, dall’ingresso una passeggiata di vetro (materiale di cui l’architetto francese fa decisamente ampio uso) apre al visitatore una serie di punti di vista inediti. È proprio Herbert Liaunig a sottolineare quanto sia stata determinante la comprensione del luogo per la scelta del progetto. E –last but not least- aggiunge come un altro elemento a favore sia stato la comprensione del… budget disponibile. (mariacristina bastante)
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