Si chiama OIR, acronimo di Other ideas for Rio. E questo mese sta decisamente mettendo in subbuglio la visione urbana della più conosciuta città del Brasile e dell’intero Sudamerica. Non è un concorso, quanto piuttosto una specie di festival, che mira a riscrivere lo spazio pubblico attraverso sei grandi installazioni inserite nei luoghi più “speciali” della città. Per l’occasione sono stati invitati sei grandi nomi, che con l’arte pubblica in qualche modo hanno avuto a che fare, a cominciare da Jaume Plensa, con il ritratto della sua “Awila”, 12 metri di marmo bianco e un volto sognante di ragazza, che l’anno scorso aveva fatto parte della rassegna del Public Art Fund di New York, dove era stato installato al Madison Square Park. Per l’occasione brasiliana invece Plensa ha messo la sua scultura davanti alla baia di Guanabara, a pochi metri dalla spiaggia da dove si domina in Pan di Zucchero. Ma non è finita: c’è Robert Morris, che ha un suo labirinto di vetro installato nel cuore della zona di Cinelândia. E c’è Brian Eno, il celebre compositore e produttore di David Bowie e U2 che presenta 77 Million Paintings all’Arcos da Lapa. L’nglese Andy Goldsworthy, che lavora di solito con materiali naturali, ha il suo pezzo installato nella zona del porto, il giapponese Ryoji Ikeda nel barrio dell’Arpoador, e il brasiliano Henrique Oliveira nel quartiere di Madureira.
Ogni artista ha scelto personalmente il suo spazio, così ha definito il lavoro da installare una volta presa coscienza degli spazi. Il festival dell’arte pubblica resterà visibile fino al 2 novembre, per poi replicarsi ogni due anni. Le opere d’arte saranno esposte fino al 2 novembre. Il progetto di arte pubblica si svolgerà ogni due anni, anche se in cantiere non si andrà oltre il 2016.