Ad accogliere la sfida di comporre il nuovo comitato scientifico del Mart di Rovereto, a due anni dall’apertura della nuova sede, sono stati Guy Cogeval, Alanna Heiss, Rolf Lauter, Achille Bonito Oliva, Salvatore Settis e Manuel J. Borja-Villel.
Una rosa di nomi quindi internazionale: due soli gli italiani. C’è il nostrano Bonito Oliva; poi c’è lo storico d’arte antica Salvatore Settis, direttore della Scuola Normale Superiore di Pisa dall’85 che per cinque anni è stato a capo del Getty di Los Angeles, sensibile verso l’ottica di conservazione del patrimonio culturale come testimonia l’indagine-denuncia del suo “Italia Spa”, datato 2002.
Un’importantissima presenza per il contemporaneo è invece quella di Alanna Heiss, direttrice del P.S.1 Contemporary Art Center di New York. Indubbiamente significativo sarà allora il suo apporto nella struttura roveretana, per sua vocazione e natura più avvezza all’arte del passato, ma già impegnata in numerose puntate nel contemporaneo nel passato con la serie di mostre dal titolo appunto “Contemporanea” e ora con le project room a cura di Giorgio Verzotti.
A rafforzare con Alanna Heiss il forte vento contemporaneo da portare al Mart sarà Manuel Borja-Villel, direttore del Museo d’arte Contemporanea di Barcellona. Nuovi media, video arte e computer-art sono affrontati infatti anche dal Macba spagnolo.
Completano il gruppo due figure del panorama museale dedicato all’arte moderna, che quindi non colgono di sorpresa rispetto alla linea principale del museo trentino. Uno è Rolf Lauter, attualmente direttore della Kunstalle di Mannheim e co-fondatore del Museum für Moderne Kunst di Francoforte, come collaboratore prima di Peter Iden e poi di Jean Christophe Ammann.
L’altro è Guy Cogeva. Direttore dal ‘98 del Montreal Museum of Fine Arts, è esperto di impressionismo e post-impressionismo. Con questa scelta il Mart ribadisce il suo interesse per questo periodo pittorico, che in questo momento dimostra di attirare il grande pubblico e che sarà presente in autunno nel museo con una selezione di opere provenienti dalla statunitense collezione Phillips.
[exibart]
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Sempre la solita storia, sempre il solito Bonito Oliva: che fantasia...che pena.
egregi
a parte che questo è il secolo della DEMENZA ,il che giustifica che in ARTE ci siano tutte quelle idiozie che sfociano nel patologico, sotto la voce PROVOCAZIONE e che ormai sono idiozie viste e riviste da essere antiquariato nulla di nuovo sotto il sole ;e se non ci fossero tanti soldi da buscare addio anche alle PROVOCAZIONi !!; siccome io non mi sono bevuta il cervello e conosco bene questi cosidetti "provocatori" e i loro sostenitori (critici fasulli )che hanno preso in giro tanti FESSI compreso gli italiani che non riescono più a vedere la qualità in Arte ( anche perchè agli artisti di qualità e talento sono preclusi gli spazi pubblici per mostrare i loro quadri , perchè gestiti da questi critici incapaci e che non vogliono artisti validi certamente per non avere confronti con le loro idiozie; domanda questa è par condocio o la democrazia che abbiamo anche in Italia ? Vi chiedo come mai tutto questo potere ai critici quando conta solo l'artista? ritorniamo al secolo che siamo della DEMENZA e ve lo dimostro ditemi chi era il critico di PICASSO ?Non lo sapete ma sapete chi era PICASSO allora? chi è che conta ?
Poi come diceva il grande genio GERICAULT spero sappiate chi era costui ma forse NO, diceva che il pittore doveva essere giudicato da pittori che c'entrano gli scribacchini scrittori ,che ne sanno loro del magistero tecnico delle velature del disegno anatomico ecc...ecc... Ditemelo.
tecla fabbrini