"Odore di dormiveglia". La gallerista Renata Fabbri ricorda Hidetoshi Nagasawa
Non a caso parlo al presente.
Questa frase raccoglie in sé l’anima di un grande artista. Di un uomo buono e generoso. Un’anima semplice seppur infinita, così come lo sono le sue opere.
Ha creduto in me e, quando ho deciso di aprire la mia galleria, ha realizzato un’opera dedicata al mio spazio: Sette Anelli (nelle foto).
Un lavoro che ha abitato la mia galleria come fulcro di una mostra intensa.
Tuttavia non voglio scrivere di arte, a quello ci pensano i critici, anche perché si dovrebbe scrivere davvero tanto.
Posso solo dire che Hidetoshi sarà sempre con me (e con il mondo) attraverso le sue opere.
Ha lasciato molti segni indelebili nella storia dell’arte così come nei cuori di tutti quelli che hanno avuto la fortuna di conoscerlo.
…Hidetoshi con il suo cappello, il suo sigaro e il suo sorriso trasmettevano pace e armonia. Un equilibrio universale. Amava il vino rosso.
Un privilegio essere sua amica. Un dovere continuare a farlo vivere attraverso le mie parole. E lo saluto in silenzio, non senza una lacrima. (Renata Fabbri)
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