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Oltre il manifesto. Tra Milano, Roma e Catanzaro, un ampio progetto dedicato a Mimmo Rotella

di - 9 Maggio 2018
Dai décollages ai retro d’affiches, da Humphrey Bogart a Sophia Loren, dal Nouveau Réalisme alla Pop Art, tutti i codici della cultura visiva della seconda metà del Novecento sono passati attraverso la stratificazione visiva e concettuale di Mimmo Rotella. Nato a Catanzaro, nel 1918, e scomparso a Milano, nel 2006, Rotella è stato tra gli artisti contemporanei più influenti, le sue opere sono presto diventate icone, in particolare, del dopoguerra e del boom economico e, per celebrare il centenario della sua nascita, la Fondazione Mimmo Rotella, nata nel 2000 per volontà dello stesso artista, e l’associazione culturale Mimmo Rotella Institute, fondata nel 2012 da Inna e Aghnessa Rotella, presenteranno una serie di manifestazioni diffuse in musei pubblici e in gallerie private, realizzate con il supporto della Regione Calabria.
Alla Galleria Christian Stein, un articolato progetto espositivo, che coinvolgerà entrambe le sedi, quella di Milano e quella di Pero. La mostra aprirà il 10 maggio, è stata organizzata con la consulenza curatoriale e scientifica del Mimmo Rotella Institute e ripercorrerà le tappe della sua intera ricerca artistica, interamente dedicata all’esplorazione dei nuovi metodi di percezione del reale. Nello spazio di Milano saranno presentati lavori realizzati dalla metà degli anni Cinquanta ai primi Ottanta, dalle prime sperimentazioni dei décollages, ottenuti ricomponendo i poster prelevati direttamente dai muri, fino agli artypos, realizzati con i manifesti scartati dalle tipografie. Nella Galleria di Pero sarà dato risalto alla produzione tarda, dalla seconda metà degli anni Ottanta fino ai Duemila, quando Rotella, sintetizzando gli influssi del graffitismo americano e della Transavanguardia italiana, si orientò alla sovrapposizione distonica tra immagine pubblicitaria e segno pittorico. Le mostre saranno visitabili fino al 13 ottobre.
Dal 30 ottobre, alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, invece, “Mimmo Rotella Manifesto”, la più imponente esposizione mai organizzata, curata da Germano Celant con Antonella Soldaini, direttrice del Mimmo Rotella Institute. L’allestimento è stato concepito per il grande salone della Galleria Nazionale e verterà intorno al tema del manifesto, topos del linguaggio di Rotella, indagando  i rapporti con il Nouveau Réalisme, la Pop Art e la Mec-Art, tra Parigi, New York e Milano. In esposizione anche video e materiali sonori, prendendo in esame l’attività poetica che impegna Rotella dal 1949, quando redasse il Manifesto dell’Epistaltismo per definire una forma poetico-performativa ispirata al jazz.
Per saldare il rapporto con Catanzaro, città di nascita dell’artista, sarà presentata, dal 7 ottobre, alla Casa della Memoria, la casa-museo restaurata e aperta da Rotella nel 2005, un’esposizione idealmente legata a quella della Galleria Nazionale di Roma. Attraverso un intreccio di opere, documenti ed elementi biografici, saranno sviluppate le tappe del percorso creativo dell’artista evidenziandone i punti salienti, con una particolare attenzione al legame tra il maestro e la sua terra d’origine.

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