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Otto collettivi italiani imparano a disimparare. Al via il festival Unlearning Barcellona

di - 6 Novembre 2018
Imparare a disimparare? Può essere una pratica molto utile, per liberarsi da pesantezze, costrizioni, pretese egemoniche e schemi troppo rigidi. Ed è questo l’obiettivo di Unlearning, festival a cura di Maria Rosa Sossai, che si svolgerà a Barcellona dal 7 al 10 novembre e prende le mosse dal termine che, nella definizione data dalla filosofa e attivista Gayatri Chakravorty Spivak, indica il processo attraverso il quale mettiamo in discussione le conoscenze e le relazioni di potere già assimilate, adottando il punto di vista dei Paesi emarginati. In questa occasione, l’Istituto Italiano di Cultura, diretto da Angelo Gioè e che ospiterà il public program di incontri e talk, ha invitato otto collettivi di artisti italiani – ALAgroup, Baubaus, Drifters, Educational Art, Wunderkammer, No Working, Scholè e Wurmkos – ad attraversare la città ci Barcellona, per dare luogo a eventi e dialoghi inaspettati con gli spazi e le persone, secondo una pratica di scoperta e di riscoperta condivisa.
All’interno di un supermercato Kelsy, Baubaus proporrà un esercizio di progettazione lenta e collettiva, per tornare all’osservazione dei luoghi, egli individui e delle cose. Le Drifter, il duo Miorandi-Nicoletta, taglieranno i capelli a chiunque si siederà su una sedia posizionata al centro di un quadrato, con tanto di test poetico da leggere ad alta voce. Educational Art rivolgerà un questionario a coppie di genitori o di adulti che interpretano il ruolo dei genitori, per valutare il mondo della scuola. Museo Wunderkammer, in collaborazione con l’artista David Ricart e i membri del collettivo Fanzinoteca La Modesta de la Escola Massana, proporrà ai cittadini di immaginare un’utopia collettiva e senza leader, lavorando in uno ufficio di ricerca temporanea, aperto nella hall di CaixaForum. Seguendo la classica tradizione del simposio, No Working svilupperà il proprio concetto di cucina relazionale, mentre l’esercizio proposto da Scholè deriva dal significato etimologico del nome del collettivo, che nell’antica Grecia era il tempo libero da obblighi. Infine, Wurmkos proporrà Fianco a fianco, nella scuola d’arte Metàfora, un esercizio di relazione attraverso segni, scrittura, disegno e trasmissione di energia tra persone che in ambito sociale ricoprono ruoli diversi: insegnanti e studenti.
Oltre ai collettivi, saranno coinvolti anche artisti come Paola Gaggiotti, con Barcellona per mano, esplorazione del quartiere di Vallcarca insieme a un gruppo di bambini di 7 anni della Escola Montseny, e Valentina Bonizzi, con Unlearning Palau, visita speciale al Palau de la Generalitat de Barcelona, da effettuare in silenzio e con l’ausilio di oggetti creati appositamente.

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