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Talvolta mi domando cosa rimarrà tra cento, duecento anni di tutto questa similarte. E che lavoro per i resauratori!
Di solito non commento le notizie, ma in questo caso, ho trovato così ingiuste le parole di un certo Andrea, senza cognome, che voglio dire la mia:
trovo invece che il lavoro di Pierini e di Fusi sia stato esemplare, basta vedere la mostra che si è inaugurata sabato 4 febbraio .za - giovane arte dal Sudafrica! Una mostra bella, vitale, fresca, come raramente si vede in giro!
Pierini e Fusi hanno lavorato con serietà e sono riusciti a dare un’identità al Palazzo delle Papesse, facendone uno dei punti di riferimento per l’arte contemporanea in Italia.
Spero quindi che possano portare avanti il loro progetto nei nuovi spazi del Santa Maria della Scala.
Siena non può che essere orgogliosa di essere stata rappresentata sul piano dell’arte contemporanea dal Palazzo delle Papesse.
Ambra Nepi
Comunque vada, ovunque vada il museo - se rimarranno i due Pierini&Fusi sarà un buco nell'acqua altri soldi buttati per idee banali, progetti senza struttura, cataloghi inutili...povero museo e pensare che un tempo era uno dei migliori d'Italia e nel giro di pochi anni i due soliti ignoti sono riusciti ad affossarlo per sempre. che tristezza...questi personaggi che s'insinuano dal niente e si abbarbicano ad un posto di lavoro senza possibilità di ricambio anche quando il lavoro svolto è uno dei peggiori del mondo..e pensare che i senesi sono i cittadini che pagano più tasse in Italia e per cosa viene da domandarsi? per questa "cultura"...è proprio vro che al peggio non c'è mai fine...
Nonostante una laurea in storia dell'arte contemporanea e la mia veste di "recensionista di mostre" non credo di avere requisiti e le capacità per giudicare il valore dell'operato di Pierini e Fusi in merito all'attività svolta presso le Papesse, non me la sento di esprimere un giudizio. Dico solo che Siena è una città molto difficile per l'arte contemporanea, così come lo è per tutto ciò che non è senese. Ovunque si respira ostilità nei confronti di tutto ciò che non celebra ed esalta la "senesità", sia dal punto di vista comportamentale, lavorativo che culturale. Credo che al di là di tante polemiche, di ricorsi espositivi e di scopiazzamenti più o meno voluti, i due curatori abbiano agito per il meglio o quanto meno con l'intento di portare in quel di Siena opere d'arte che ai più erano ignote. Se le Pepesse volevano avere un qualche valore didattico, hanno fatto pieno centro. Peccato che hanno fatto centro su pochi visitatori e appassionati di arte contemporanea. Oserei affermare che al d là di qualche giovane fricchettone, di qualche artista e uno sparuto manipolo di giornalisti, di senesi in questa struttura non ne ho mai visti. Le signore impellicciate e fresche di coiffure e i bancari montepaschini in pensione preferiscono le faraoniche e mangerecce inaugurazioni del Santa Maria della Scala - con tutto il rispetto!! - piuttosto che gli informali vernissage delle Papesse. Sia mai mettere piede in una struttura che propone opere d'arte che non abbiano un fondo oro!!
Purtroppo questo è lo stato delle cose. L'Amministrazione Comunale, le Fondazioni Bancarie purtoppo non si lanciano in iniziative promozionali rivolte all'arte contemporanea, preferiscono andare sul sicuro, sul consolidato, nemmeno osano pensare a qualcosa di diverso e se lo fanno è un evento eccezionale.
Quello che pesa su Siena è la totale impreparazione al contemporaneo, l'incapacità di guardare al di là del proprio naso e di far proprie espressioni artistiche lontane dalla tradizione regionale e italica.
Il decadimento delle Papesse per me non sta esclusivamente nel'operato dei suoi curatori, ma soprattutto nella mancanza di fondamenta culturali e di sostegno da parte dell'Ammnistrazione e della cittadinanza.